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Gomorra: la serie tv e la città

Biglietti Juve-Napoli vietati, Salvatore Esposito di Gomorra: “Vergogna totale”

Salvatore Esposito, volto noto della serie televisiva Gomorra lancia la sua accusa alla Juventus per il caso dei biglietti vietati a chi è residente in Campania: “Appello a Fifa, Uefa e Lega Serie A, di questo passo credo si arrivi alla vergogna e allo schifo e alla tristezza più totale. Il calcio è di tutti”.
A cura di Redazione Napoli
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La vicenda dei biglietti di Juventus-Napoli la cui vendita è stata vietata ai residenti e ai nati in Campania è diventata motivo di polemica nazionale e di commento soprattutto per i ‘tifosi vip'. Dopo lo scrittore Maurizio De Giovanni anche l'attore Salvatore Esposito di Gomorra ne parla: "Io – dice Esposito in un video su Instagram – sono nato a Napoli e ne sono fiero. Sono nato in Campania e ne sono fiero; sono tifoso del Napoli e nel sono fierissimo. Voglio dire a Uefa, Fifa, Lega serie A che fanno lotte contro il razzismo e poi però permettono che venga vietata la trasferta non solo ai tifosi ma anche a chi è residente o nato in una determinata regione? Di questo passo credo si arrivi alla vergogna e allo schifo e alla tristezza più totale. Il calcio è di tutti", conclude l'attore napoletano.

La vicenda arriva anche sui banchi della politica locale. Il consigliere regionale Gennaro Saiello del M5S: "L'Allianz Stadium di Torino sarà vietato a tutti i nati in Campania per la partita Juventus-Napoli del 31 agosto. Una decisione, quella apparsa sul sito ufficiale della società Juventus, che non ha nulla a che vedere con le misure di ordine pubblico già utilizzate in passato, ma che rappresenterebbe un grave gesto di discriminazione territoriale nei confronti non solo dei tifosi napoletani ma di tutti i cittadini nati in Campania”. Lo denuncia il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello. “Il tifo malato, sia chiaro, è malato ovunque, a tutte le latitudini ma qui siamo di fronte a una presa di posizione molto discutibile. Non era mai capitato nella storia della Serie A e questo sarebbe un precedente gravissimo. Essere nati a Napoli ed essere cittadini campani non è un marchio di disonore e mai come oggi riteniamo giusto ribadirlo”.

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