La prima notte in carcere Valentina Casa l'ha trascorsa in silenzio. È detenuta nella "Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli" dove, appena arrivata, è stata vista da un medico e poi destinata in una cella particolare. Per garantire la sua incolumità infatti è in una stanza insieme ad altre recluse che si trovano in una situazione simile alla sua. Una precauzione necessaria, soprattutto quando ci si trova di fronte a casi mediatici come questo.

Valentina è stata arrestata la mattina dell'11 aprile a seguito delle indagini disposte dalla Procura di Napoli Nord per la morte del figlio, Giuseppe, di 8 anni. Il bambino era deceduto dopo un violento pestaggio da parte del patrigno, Tony Essobti Badre. Anche la sorellina era ferita. Secondo gli inquirenti Valentina avrebbe assistito ai pestaggi dei figli, senza tuttavia intervenire per difenderli. La ricostruzione degli investigatori è che la donna avrebbe fatto di tutto per coprire il compagno: dall'occultare le prove, a pulire il sangue fino a chiamare i soccorsi quando era ormai troppo tardi.

Valentina non è stata accolta bene in carcere dalle altre recluse, che discutevano spesso del suo caso e quasi si aspettavano lei arrivasse. Non è sorvegliata a vista, ma date le speciali precauzioni non può svolgere vita comune con le altre detenute. Non ha avanzato richieste, parla poco e solo quando interrogata. Appena arrivata le sue compagne di cella le hanno donato una maglia. Il giorno dopo, la sua prima mattina in carcere, è stata poi ascoltata dalle psicologhe, come da prassi. Ha ricevuto in dono altri vestiti anche dal personale penitenziario.

Valentina è sembrata una donna provata da quanto accaduto e durante diversi colloqui ha pianto. Durante la giornata, ha ricevuto anche la visita del Garante dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello, che ha parlato con tutte le recluse dopo aver assistito a una rappresentazione teatrale in carcere. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Valentina, chiesta dalla Procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, è stata eseguita dai poliziotti della Squadra Mobile e del commissariato di Afragola. Valentina Casa, residente a Massa Lubrense e che a Cardito si era spostata da poco, è gravemente indiziata di omicidio aggravato dai futili motivi, dalla crudeltà e dall'abuso delle relazioni domestiche per la morte del figlio Giuseppe e di tentato omicidio con le stesse aggravanti per la figlia primogenita, oltre che di maltrattamento aggravato nei confronti dei tre figli.