NAPOLI – Come è noto, Tony Essobti Badre, 24 anni, ha confessato l'omicidio del figlio della sua compagna, un bimbo di 7 anni, che ha massacrato di botte domenica scorsa a Cardito, nella provincia partenopea. Alla luce di questa notizia, soprattutto oggi, ma anche nei giorni scorsi – quando il 24enne era soltanto indagato per l'omicidio e per aver ridotto quasi in fin di vita la sorella maggiore del bimbo, 8 anni – centinaia di persone si sono riversate sulla sua pagina Facebook, ricoprendolo di insulti e, qualcuno, anche di minacce. "Bastardo" o "pezzo di merda" gli epiteti più utilizzati dagli utenti. Tantissime anche le persone che gli augurano di essere vittima di violenza, anche sessuali, in carcere, o di finire impiccato.

Agli agenti del commissariato della Polizia di Stato di Afragola e a quelli della Squadra Mobile di Napoli, Essobti ha infine confessato l'omicidio, dopo averlo negato, dichiarando si fosse trattato di un incidente. Il 24enne è poi crollato, rivelando agli inquirenti di aver cominciato a colpire la piccola vittima e sua sorella in preda ad un raptus dopo aver scoperto che i bimbi, a furia di saltarci sopra, avevano rotto le sponde del letto che lui e la compagna, la madre dei bimbi, avevano appena comprato dopo aver fatto tanti sacrifici. L'uomo, che è adesso nel carcere di Poggioreale, continua però a negare di averli colpiti con una scopa, come ha invece dichiarato la bimba ricoverata all'ospedale Santobono di Napoli che sta fornendo particolari su quanto avvenuto domenica pomeriggio in via Marconi.