Tre persone sono state arrestate per la sparatoria in strada avvenuta il 14 aprile 2019 a Brusciano, in provincia di Napoli, quando furono esplosi più di 15 proiettili tra la gente nel tentativo di ammazzare un uomo, rimasto ferito nell'agguato. Si tratta di due presunti affiliati al clan Palermo e di un terzo, ritenuto legato al clan Rega, che sarebbe intervenuto in difesa della vittima. Le indagini hanno inoltre permesso di accertare l'esistenza di un nuovo gruppo gruppo criminale, il clan Rega, entrato in contrasto con il clan Palermo e contraddistinto, come le cosche di camorra, da rituali e usanze che fanno storicamente parte delle associazioni criminali: tra queste, il bacio camorristico sulla bocca che si sono scambiati due affiliati.

La sparatoria era avvenuta il 14 aprile nel rione popolare 219 di Brusciano, dove da tempo infuriano gli scontri tra i gruppi criminali per il controllo del traffico di droga: intimidazioni a suon di piombo, tentati omicidi, incendi di automobili e bombe carta contro gli edifici. Si era trattato, hanno ricostruito i carabinieri, di un agguato, in strada e tra la gente: due degli arrestati, legati al clan Palermo, avevano esploso numerosi colpi di pistola contro la vittima, legata al clan Rega, mentre il terzo finito in manette, anche lui ritenuto vicino a quest'ultimo gruppo, aveva risposto al fuoco.

L'ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, eseguita dalla sezione operativa del NOR (Nucleo Operativo Radiomobile) della Compagnia di Castello di Cisterna dei Carabinieri, è stata emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia: i tre sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio e porto illegale di armi da fuoco, aggravati dal metodo mafioso. Durante le indagini è stata rinvenuta e sequestrata una delle armi usata per la sparatoria. Nelle precedenti operazioni erano stati già arrestati i due presunti capi dei due clan, in lotta dal 2017: Tommaso Rega, alias ‘o Chirichiello, e Francesco Palermo.