Lo scorso 5 novembre – anche se il fermo è stato convalidato ieri, venerdì 8 novembre – i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno arrestato Gennaro Trambarulo e la convivente Carmela Pellegrini con le accuse di violenza privata, usura ed estorsione continuate, aggravate dal metodo mafioso. Le indagini dell'antimafia e dei militari dell'Arma hanno consentito di accertare che i due soggetti, per conto del clan Mallardo, praticavano estorsioni e usura a imprenditori, in alcuni casi riducendoli anche sul lastrico. Trambarulo è considerato un ras, elemento di spicco del clan che, insieme a quello dei Contini e dei Licciardi, costituisce il sodalizio conosciuto come Alleanza di Secondigliano: nel luglio del 2019, Trambarulo era già stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Napoli per omicidio.

Secondo gli inquirenti, il ras dei Mallardo e la sua compagna concedevano prestiti a imprenditori locali con tassi di interesse da usura, talvolta superiore anche al 50 percento della soglia legale. Tra il 2002 e il 2017 i due hanno riscosso, da due imprenditori, 250mila e 500mila euro. Arrestati dai carabinieri, per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere dal momento che, secondo i magistrati, sussiste il pericolo di fuga.

Nella notte tra giovedì e venerdì, l'Alleanza di Secondigliano, con particolare riferimento al clan Contini, è stata colpita da un blitz dei carabinieri che ha portato all'arresto di 51 persone, ritenute affiliate al clan, ritenute responsabili di aver commesso truffe agli anziani in tutta Italia.