La bara del piccolo Giuseppe arrivata alla Chiesa di San Giuseppe a Pompei. [Foto / Fanpage.it]
in foto: La bara del piccolo Giuseppe arrivata alla Chiesa di San Giuseppe a Pompei. [Foto / Fanpage.it]

Anna Orabona è l'assessore comunale con delega a Scuola e Servizi sociali del Comune di Cardito. Praticamente è uno dei rappresentanti delle istituzioni locali che deve spiegare, non solo alla magistratura (se ne farà richiesta) ma anche all'opinione pubblica perché le autorità preposte non hanno almeno tentato di arginare il grido d'allarme di questa famiglia, poi sfociato in una tragedia senza fine.

L'assessora non ci sta e in un post su Facebook sfoga la sua rabbia, sostanzialmente dicendo che lei, il suo Comune e pure la cittadinanza, non c'entrano. Cardito non c'entra niente con la storiaccia che ha visto morire Giuseppe, figlio di Valentina, per mano di Tony.

"Basta! È ora di dire basta! Smettetela di continuare a dar credito a persone che gettano fango sul paese e sulle istituzioni – scrive l'assessore ai servizi sociali  – Mai nessuna segnalazione è pervenuta ai servizi sociali di Cardito! I bambini non hanno mai avuto la residenza a Cardito ed hanno frequentato la scuola di Cardito per soli 6 giorni non continuativi! Nessun livido nessun segno presentava il piccolo Giuseppe in quei 6 giorni! Un bimbo è morto nella maniera più atroce…Solo questo è vero! Basta parlare è ora di tacere!".