Antonio Corvino, 42 anni, è stato fermato dai carabinieri a Caserta, con l'accusa di omicidio stradale e portato in nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. L'uomo è ritenuto responsabile di aver travolto e ucciso due ragazzi di 20 anni, africani, che ieri stavano andando in bicicletta sulla 7bis nel Comune di Teverola, in provincia di Caserta. Il provvedimento di fermo è stato ordinato dal sostituto procuratore di turno della Procura di Napoli Nord, Paolo Martinelli, l'indomani dei fatti di cronaca, durante i quali sono deceduti i due giovani. Corvino è un soggetto già noto alle forze dell'ordine e gli inquirenti lo stanno interrogando per ricostruire la dinamica esatta di quanto accaduto. Le indagini sono state particolarmente complesse anche per l'assenza di testimoni che abbiano assistito alla scena.

Le indagini

I carabinieri sono riusciti a trovare e a sequestrare i filmati delle telecamere di videosorveglianza e hanno passato attentamente al vaglio le immagini di alcuni locali presenti in zona e con l'aiuto della Polizia di Stato lo hanno individuato, risalendo alla sua identità. I militari si sono basati inoltre sui rilievi e sulle tracce di vernice presenti sulle due bici, svolgendo un'ampia attività di controllo in tutte le officine di zona. Hanno trovato la macchina presso una carrozzeria di Caserta, l'hanno sottoposta a sequestro e a rilievi tecnici.

Auto pirata travolge e uccide due 20enni

I fatti risalgono a ieri mattina, domenica 3 febbraio, quando il 42enne, a bordo della sua auto, una Bmw X3, ha centrato in pieno e ha ucciso un ragazzo della Guinea e uno del Senegal, per poi darsi alla fuga dirigendosi verso Santa Maria Capua Vetere senza fermarsi a prestare soccorso. Ricevuta la chiamata d'emergenza, sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118 che ha tentato di soccorrerli ma per loro non c'è stato purtroppo nulla da fare se non constatarne il decesso. I due sono probabilmente morti sul colpo, a causa dell'impatto che è stato molto violento. I due giovani risiedevano presso un centro di accoglienza di Casaluce ed erano entrambi regolari sul territorio nazionale.