Tanta gente è scesa in piazza per manifestare contro la chiusura del centro sociale ex-Canapificio di Caserta, ufficialmente chiuso a causa di condizioni igienico sanitarie carenti, capannoni fatiscenti e pericolo di crollo concreto, come spiegato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha fatto sigillare la struttura dai carabinieri casertani lo scorso 12 marzo. Alla notizia, esultò il ministro degli Interni Matteo Salvini, che su Facebook commentò: "Questo centro sociale incassava fior di soldi pubblici per l'assistenza dei “fratelli immigrati” e non faceva manutenzione? Sequestrato. Per i furbetti del business (i presunti “buoni”) la pacchia è finita!".

In tanti, da tutta la regione ed anche da altre città d'Italia, hanno deciso di aderire alla manifestazione organizzata per oggi. L'associazione casertana, infatti, gestisce anche lo Sprar, il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, lo sportello dedicato ai cittadini per la richiesta del reddito di cittadinanza e il progetto Piedibus. Tra i tanti che hanno sostenuto le ragioni dell'ex-Canapificio ci sono stati anche personaggi famosi: tra questi, Marco D'Amore, l'attore napoletano famoso per il ruolo di Ciro Di Marzio nella fiction "Gomorra", che con un video su Facebook ha sostenuto la propria vicinanza all'Ex-Canapificio. "E' il momento di non mollare, vi sono vicino. Viva l'Ex-Canapificio".

Già nelle ore successive ai sigilli, dall'ex-Canapificio spiegavano che "siamo pienamente rispettosi del lavoro della Procura, il cui compito è di svolgere le indagini, mentre ci sembra pura speculazione il, tutt'altro che inatteso, comunicato del Ministro Salvini sul sequestro dei locali dell’ex-Canapificio di Caserta". Proprio quest'ultimo era stato particolarmente contestato dai militanti del centro sociale, che in una nota hanno spiegato che "reputiamo davvero inopportuno il suo intervento, col quale ci riserviamo di adire alle vie legali come già fatto, nei suoi confronti in passato, per diffamazione". Sulla questione dei lavori di messa in sicurezza, infine, avevano spiegato che "come richiesto espressamente anche dalla Procura, sono di competenza della regione Campania che è proprietaria dello stabile".