Un detenuto ha ingoiato tre lamette da barba all'interno del carcere di Arienzo, in provincia di Caserta. Il tentativo di suicidio risale alla mattinata di ieri, 7 ottobre. Subito soccorso dalla Polizia Penitenziaria, l'uomo è stato trasportato prima in infermiera e poi all'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta; sottoposto agli esami medici, le sue condizioni non sono preoccupanti ed è stato dichiarato fuori pericolo.

L'uomo, 43 anni, avrebbe ingoiato le lamette all'improvviso, senza dare prima segnali del gesto che stava per compiere. A salvarlo, probabilmente, è stato l'intervento tempestivo dei soccorsi, che lo hanno bloccato mentre si infilava le lamette in bocca, evitando che fossero inghiottite e finissero nell'esofago e da lì allo stomaco. Ascoltato dal personale sanitario, l'uomo non ha voluto spiegare i motivi dietro il gesto estremo.

A giugno scorso un altro tentativo di suicidio sventato dagli agenti c'era stato nel carcere di Poggioreale, a Napoli. Un 40enne napoletano aveva ritagliato le lenzuola per ricavarne una sorta di corda che aveva fissato alle inferriate e aveva provato ad impiccarsi; era stato salvato dalla Polizia Penitenziaria, che si era accorta del gesto. Pochi giorni fa, invece, nello stesso carcere, un 40enne pugliese era stato trovato senza vita all'interno della sua cella, impiccato. Era stato il terzo suicidio nella struttura partenopea dall'inizio dell'anno, il sesto in tutta la Campania. Il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, aveva chiesto che venissero "rafforzate le figure sociali" nei carceri, con l'inserimento negli organici di psichiatri.