Luciano De Crescenzo, 90 anni (ne avrebbe compiuti 91 alla fine di agosto 2019) è morto per le complicazioni (polmonite) conseguenti una grave malattia neurologica dalla quale era affetto da anni. Al momento del trapasso era vicino ai suoi cari, la figlia Paola, il genero, i nipoti e alcuni amici e collaboratori storici. La nota ufficiale del Policlinico Gemelli di Roma riferisce quanto segue:

Lo scrittore e regista Luciano De Crescenzo è morto oggi, giovedì 18 luglio, intorno alle ore 16, presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS per le conseguenze di una grave malattia».  De Crescenzo, nato a Napoli il 20 agosto 1928, era ricoverato da circa due settimane presso l'UOC di Pneumologia del Gemelli, diretta dal professor Luca Richeldi. Accanto a lui i familiari e gli amici più cari che lo hanno accompagnato anche null'ultima fase della sua malattia.

De Crescenzo nonostante le sue condizioni di salute che ovviamente si facevano via via più complesse con l'incedere dell'età e l'ingresso nel novantesimo anno, aveva tuttavia momenti di grande lucidità: in questi anni ha scritto, preso parte a interviste e addirittura è stato protagonista di un bel documentario a lui dedicato "Così parlò Luciano De Crecenzo". Qualche anno fa fece scalpore la confessione del filosofo-ingegnere: confessò di essere stato colpito da una misteriosa malattia del cervello, la ‘prosopagnosia'.

La malattia di Luciano De Crescenzo: la prosopagnosia

La prosopagnosia è una patologia non mortale ma che allo stadio più grave impedisce di riconoscere i volti delle persone; il cervello non riesce più a identificare tutti insieme i lineamenti delle facce, fino addirittura, nei casi più gravi, a non distinguere più neppure il proprio volto allo specchio. La malattia si sviluppa per cause ischemiche: cioè per una progressiva interruzione del flusso sanguigno alla zona del cervello destinata a mettere a fuoco le caratteristiche generali del viso altrui.