La Campania riparte e nel pieno dell'emergenza Covid-19 deve necessariamente far ripartire i servizi assistenziali per i più deboli, per coloro che necessitano di assistenza continua, ovvero i disabili e coloro che necessitano di riabilitazione fisica. Un decreto dirigenziale della Regione fissa –  a partire dal 14 aprile – le regole per riaprire le strutture, nell'ambito del "programma transitorio per i servizi sociosanitari e riabilitativi nella fase emergenziale COVID 19". Un lungo dialogo con le Associazioni rappresentative della categoria nonché rappresentanti dei servizi delle Aziende sanitarie Locali e ora si arriva, finalmente, a regole che garantiscano un minimo di ritorno alla quotidianità (che nel caso dei disabili non è mai normalità) per consentire ai soggetti accreditati la riabilitazione estensiva in regime semiresidenziale e ambulatoriale/domiciliare, la riabilitazione specialistica ambulatoriale di recupero e la rieducazione funzionale nonché per centri diurni per persone disabili, anziani e affetti da demenza.

Nel decreto dirigenziale dell'ente guidato da Vincenzo De Luca sono chiaramente spiegate le finalità della decisione:

È necessario, ripristinare gradualmente in maniera organica e strutturata, i percorsi assistenziali, di sostegno e di cura a favore delle persone con bisogni sanitari e sociosanitari e, laddove se ne individua la necessità, bisogna intervenire, stabilendo un contatto sociale continuativo anche con le loro famiglie, nel rispetto delle misure governative e regionali in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. La ripresa dei servizi dovrà essere graduale, ma è fondamentale, nell’attesa che si ritorni alla normalità, che nessuna persona con disabilità e anziani non autosufficienti resti senza assistenza sociosanitaria e che nessuna famiglia resti sola. Le persone con disabilità e anziani non autosufficienti, in questo momento emergenziale, sono le più vulnerabili e devono essere tutelate ricorrendo anche ad interventi innovativi, promuovendo adeguate strategie di coping e utilizzando modalità comunicative efficaci che mantengano elevato il livello di sicurezza personale e collettivo.

Una particolare attenzione va posta quando i genitori sono anziani o malati e se la persona con disabilità manifesta gravi problemi del comportamento.
La pandemia dovuta al Covid 19 ha aperto scenari nuovi che impongono la necessità di rimodulare l’offerta assistenziale esplorando possibilità di intervento diversificate per le quali, allo stato, non vi è una normativa di riferimento. In una fase così particolare e per molti aspetti drammatici vi è l’esigenza di tutelare sia il diritto alla cura già attiva precedentemente, interrotta improvvisamente a causa dell’emergenza COVID-19, sia il rispetto delle misure igienico sanitarie indispensabili per arginare l’infezione.

Quali sono i destinatari del provvedimento?

Destinatari dei servizi sono le persone con disabilità anche in età evolutiva, le persone anziane non autosufficienti, persone affette da demenza e le persone in condizioni di fragilità e di qualsiasi età, e loro famiglie in carico ai servizi ambulatoriali e domiciliari di riabilitazione estensiva (cd. ex art, a quelli di riabilitazione specialistica di recupero e rieducazione funzionale, ai semiresidenziali riabilitativi e sociosanitari.

Le priorità sono: fino alla completa riattivazione dei percorsi per tutti i pazienti, riapriranno quelli individuali urgenti e indifferibili e i progetti riabilitativi per soggetti inferiori a 6 anni. A seguire dovranno essere sottoposti a verifica tutti i progetti che non rientrano nelle tipologie sopradescritte, tenendo conto di eventuali disposizioni regionali.

Le tutele per gli operatori

Saranno arrivate procedure di triage sia per gli operatori che per gli assistiti. Gli operatori devono essere forniti di mascherine chirurgiche e DPI appropriati. Poi, spiega la Regione:

 Va inoltre sempre effettuato l’approfondimento telefonico preventivo per individuare il livello di rischio, verificando la presenza di sintomi attuali o recenti (febbre, tosse, dispnea, anosmia, ageusia) nel soggetto e nei genitori e in altri conviventi, l'eventuale esposizione a soggetti positivi e il livello di isolamento mantenuto negli ultimi giorni/settimane.

Gli accessi in struttura saranno cadenzati e riorganizzati; le strutture periodicamente sanificate e  i trasporti dei disabili saranno riorganizzati in sicurezza.  Stop all'accesso di genitori e parenti: in struttura potranno accedere esclusivamente assistiti e operatori. Gli accompagnatori non devono sostare in sala d’attesa o all'interno della struttura.

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