Producevano e vendevano detersivi spacciandoli per disinfettanti, con il simbolo falso e ingannevole della croce rossa sopra, ma sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza, che a Cercola ha sequestrato un capannone aziendale, una discarica abusiva e i prodotti detergenti di due aziende. Non solo, perché per una delle due società, le fiamme gialle hanno verificato che effettuava abusivamente attività di imbottigliamento di detersivi in locali inidonei, scaricando poi gli scarti della lavorazione direttamente all’interno della fognatura. Denunciati i titolari delle due aziende. Il business dei disinfettanti, infatti, in questo momento è molto remunerativo, perché gli igienizzanti sono difficili da trovare sul mercato, a causa della forte domanda per il Coronavirus.

Sequestrata una discarica abusiva

Le indagini si sono concentrate a Cercola, dove il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha sequestrato una discarica abusiva, un capannone aziendale e prodotti detergenti riconducibili a due società attive nella produzione e distribuzione di detersivi. A questo punto, è intervenuta la Guardia di Finanza della Compagnia di Casalnuovo che ha scoperto un sito di stoccaggio di rifiuti speciali in un’area aperta, senza autorizzazione, in assenza di protezione del suolo, con grave rischio di inquinamento dell’ambiente e delle falde sottostanti.

Una delle due aziende effettuava abusivamente attività di imbottigliamento di detersivi in locali inidonei scaricando gli scarti della lavorazione direttamente all’interno della fognatura. Ulteriori verifiche hanno poi permesso di accertare che le aziende, attraverso l’impiego di lavoratori “in nero”, commercializzavano detergenti e gel “igienizzanti” che, oltre a non essere autorizzati dal Ministero della Salute, riportavano sull’etichetta un pittogramma a forma di Croce Rossa e frasi in grado di ingenerare confusione nei consumatori relativamente al possesso di proprietà disinfettanti.

Al termine degli accertamenti, sono stati sequestrati una discarica abusiva di circa 500 metri quadrati, contenente oltre 750 kg di rifiuti speciali, numerosi “cubotti” contenenti gli scarti della lavorazione dei detergenti, un complesso aziendale di circa mille 1000 mq ed oltre 1000 litri di prodotti in gel. Denunciati i rappresentanti legali delle due società coinvolte per violazioni al Testo Unico dell’Ambiente, un 64 enne di Portici e un 65enne di Melito di Napoli. L’attività rientra nell’ambito dell’attività di controllo economico del territorio disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli nell’area vesuviana anche nella cosiddetta “fase 2” dell’emergenza sanitaria.