Ore decisive per il destino dei 430 lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli, che rischiano il posto di lavoro dopo che l'azienda di elettrodomestici ha dichiarato la volontà di chiudere i capannoni che sorgono alla periferia orientale del capoluogo campano e nei quali si producono lavatrici. Un segnale forte arriva dal ministro dello Sviluppo Economico e vicepremier Luigi Di Maio che questa mattina, nel corso di una intervista all'emittente radiofonica Rtl 102.5, ha annunciato di voler revocare gli incentivi statali all'azienda. "Oggi firmo la direttiva che revoca incentivi all'azienda per 15 milioni di euro. Whirlpool che oggi dice di voler chiudere lo stabilimento di Napoli non ha tenuto fede ai patti. Vediamo se così torna a più miti consigli" ha detto Di Maio, che ricorda l'incontro in programma mercoledì negli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico tra governo, vertici dell'azienda e sindacati.

Nel corso dello scorso incontro al Mise, lo stesso Di Maio era stato molto duro nei confronti della Whirlpool. "Dal 2014 l'azienda ha ricevuto 27 milioni di incentivi. Non si prende per il culo lo Stato italiano" aveva detto il vicepremier. Mesi fa, l'azienda di elettrodomestici si era impegnata ad investire decine di milioni di euro nello stabilimento di Napoli, salvo poi ritrattare e annunciarne la chiusura a causa dell'improduttività dello stesso. Intanto, a Napoli Est, i lavoratori della Whirlpool che rischiano il posto di lavoro sono ancora in presidio fisso all'esterno dei capannoni dell'azienda. Probabile che, il prossimo mercoledì, come avvenuto per il precedente incontro, una delegazione di lavoratori partirà alla volta di Roma per presidiare gli uffici del Mise.