Non più solo funzionari pubblici, i commissari ad acta nominati alla Città Metropolitana di Napoli con potere decisionale sui piani urbanistici, i permessi per costruire o sui cambi di destinazione delle aree del territorio potranno essere scelti, per sorteggio, anche tra i professionisti privati accreditati in un apposito albo. Ecco una delle principali novità previste dal regolamento per la nomina dei commissari ad acta, che durante l'amministrazione de Magistris erano selezionati invece solo tra i dipendenti pubblici. Ma non mancano le polemiche. “Un ritorno al passato – spiega la consigliera metropolitana Alessia Quaglietta (Pd) – visto che questa procedura era in atto durante le giunte di centrodestra alla Provincia di Napoli ed era stata poi abbandonata negli anni di consiliatura de Magistris. Il regolamento non è illecito, per carità, né vogliamo mettere in discussione la buona fede dei professionisti che sono onestissimi, ma i funzionari pubblici hanno garantito massima trasparenza ed efficienza finora. Mentre la possibilità di nominare privati non è stata motivata dalla giunta. Non è stata segnalata carenza di personale. Perché allora si vuole prendere esternamente i commissari?”.

I commissari ad acta potranno essere professionisti esterni

La novità viene introdotta dall'articolo 5, comma 5, del Regolamento per il conferimento degli incarichi di Commissario ad Acta per l'esercizio dei poteri sostitutivi in materia del Governo del Territorio (PDLC-153-2020), che è andato oggi in Aula alla Città Metropolitana di Napoli. Il documento disciplina “le procedure per il conferimento degli incarichi di Commissario ad acta per l'esercizio dei poteri sostitutivi in materia del Governo del Territorio”. I commissari possono essere nominati sia dalla Città Metropolitana che dal Tar e possono intervenire in diverse questioni: sui piani urbanistici, per i permessi a costruire, su istanza del soggetto interessato al rilascio che può rivolgersi al sindaco metropolitano in caso di inerzia comunale. Ma anche il soggetto interessato all'adozione di qualunque atto di competenza comunale ai sensi della Legge regionale 16/04, può inoltrare un'istanza d'intervento sostitutivo alla Città Metropolitana. Se entro i quaranta giorni l'Ufficio Tecnico Comunale non dà riscontro alla diffida, si procede ad una ricognizione dei funzionari iscritti nell'elenco interno dei Commissari ad acta con esclusione di colui al quale è stato conferito l'ultimo incarico. "I Commissari ad Acta – recita il nuovo articolo del regolamento – saranno individuati attingendo all'albo dei “professionisti per il conferimento di incarichi di collaborazione esterna” dell'Amministrazione laddove sia raggiunto il limite massimo di incarichi attribuibili ai dipendenti inseriti nell'elenco interno o laddove l'attività richiesta al Commissario, per la particolare complessità, necessiti di specifiche competenze e professionalità che potrebbero non essere rinvenibili in capo al personale inserito nel succitato elenco. Si procederà alla nomina, tramite sorteggio, tra coloro che sono in possesso dei titoli e dei requisiti specifici necessari all'espletamento dell'incarico”.