L'Anm a corto di liquidità batte cassa col Comune. Inviate fatture per 25 milioni di euro alla NapoliHolding, a saldo dei servizi di trasporto fatti fino a giugno 2018. Finora, infatti, Palazzo San Giacomo, ha stanziato le risorse in bilancio per l'anno appena trascorso, ma non ha ancora versato materialmente i soldi nelle casse della partecipata dei trasporti. Il Municipio, infatti, finanzia ogni anno l'Anm con 54 milioni di euro di fondi integrativi aggiuntivi, rispetto ai 58 milioni erogati dalla Regione Campania attraverso il riparto del fondo nazionale trasporti.

Ma i trasferimenti dal Comune scontano grossi ritardi, tanto che l'amministratore Unico di Anm, Nicola Pascale, fedelissimo del sindaco Luigi de Magistris ed ex braccio destro dell'assessore alle Infrastrutture Mario Calabrese, il 27 febbraio scorso ha inoltrato un sollecito all'amministrazione comunale, che ricorda molto le lettere dell'ex amministratore Alberto Ramaglia, nell'ultima fase della sua gestione, prima del 2017, che lamentavano appunto i ritardi nei pagamenti.

La lettera di Anm al Comune: "Pagateci"

Nella lettera di febbraio, Pascale chiede alla NapoliHolding, la partecipata controllante di Anm, «di fornire la programmazione dei trasferimenti», delle risorse stanziate dal Comune per il 2018, con la determina dirigenziale del 21 dicembre, e di conoscere «la tempistica di trasferimento delle somme riconducibili ai primi tre trimestri 2018». Annuncia, inoltre, l'intenzione di «procedere all'emissione della fattura a titolo di acconto in relazione al periodo gennaio-settembre 2018», dei servizi già resi e rendicontati. Il contratto di servizio tra Anm e NapoliHolding, infatti, dà la possibilità all'azienda dei trasporti di emettere fattura per ciascun trimestre.

E dalle parole si è passati ai fatti. Dall'Anm nelle ultime settimane sono partite le fatture al Comune, per il tramite della NapoliHolding. La prima da circa 13 milioni di euro, relativa ai primi 3 mesi del 2018, è già stata consegnata. A breve potrebbe arrivare anche la seconda per lo stesso importo, fino a giugno 2018. Ad ogni modo, nonostante i ritardi, nessun rischio per gli stipendi dei dipendenti, perché l'Anm può contare sia sui trasferimenti dalla Regione che dalla Città Metropolitana, oltre alle risorse che sono già in cassa.

La questione della tempistica dei pagamenti ad Anm era stata, negli scorsi mesi, al centro anche di un dibattito tra il Comune e la Regione Campania. Un braccio di ferro legato anche alla quota di riparto dal fondo nazionale trasporti, gestito dalla Regione, che il Comune di Napoli a più riprese ha chiesto di aumentare. Al momento, infatti, il Municipio, con i 54 milioni stanziati ogni anno nel bilancio comunale per i trasporti pubblici, sarebbe l'unico d'Italia a finanziare con risorse aggiuntive così consistenti i servizi minimi di trasporto.

Anm assume 120 autisti a tempo indeterminato

Intanto, l'Anm a corto di personale ha pubblicato il bando per assumere da 80 a 120 autisti a tempo determinato tramite le agenzie interinali. Il reclutamento dovrebbe scattare a giugno, durare massimo 12 mesi, con un costo di circa 3 milioni di euro. Si sono presentate 4 società interinali e si sta completando l'iter per decidere la vincente.

Ma non finisce qui. Sul tavolo, infatti, c'è un'altra patata bollente: il congelamento dei Tfr maturati dai dipendenti andati in pensione. L'azienda sta lavorando senza sosta per sbloccare i pagamenti. Ma la soluzione non è semplice e a complicarla c'è il fatto che l'Anm si trova, attualmente, in una fase molto delicata del concordato preventivo, dove tutte le spese sono sottoposte al controllo costante da parte del Tribunale Fallimentare. Anche il pagamento dei Tfr potrebbe dover richiedere un'autorizzazione specifica da parte dei giudici per essere sbloccato.