Tensione al cantiere di via Antiniana ad Agnano dove questa mattina comitati No Triv, politici del M5S e residenti hanno manifestato per chiedere maggiore sicurezza sulla modalità di chiusura del pozzo minerario con la fumarola. La perforazione era iniziata a giugno, eseguita dalla società Graded, dell'imprenditore Vito Grassi, finalizzata ad uno studio scientifico preliminare alla realizzazione di una centrale geotermica a bassa entalpia. Il progetto Geogrid annovera tra i suoi partner diverse università campane, nonché l'Ingvi e il Cnr. Gli abitanti però sono preoccupati, anche dopo i pareri negativi espressi sul progetto dal sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia e dal direttore dell'Osservatorio Vesuviano. Sulla vicenda è aperta anche un'indagine conoscitiva della Procura di Napoli. Stamattina, quando gli operai della ditta sono arrivati per cominciare a mettere in sicurezza il pozzo minerario, i manifestanti hanno chiamato la Polizia Locale di Pozzuoli che ha identificato e allontanato gli operai. “Le operazioni di chiusura del pozzo – sostengono i comitati – devono essere fatte da enti pubblici”. Per questo hanno chiesto che la Protezione Civile nazionale si attivi per mettere in atto le procedure di messa in sicurezza della e di chiusura del pozzo. Il M5S ha presentato una diffida alla Regione Campania.

Diffida del M5S: la Regione chiuda il pozzo

Il pozzo minerario di via Antiniana era stato aperto un mese fa. Poi, dopo la comparsa della fumarola, sono iniziate le proteste. Una diffida è stata inviata, oggi, dal M5S al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per provvedere alla chiusura mineraria temporanea o permanente del pozzo geotermico di località Agnano Pisciarelli in via Antiniana. Prima firmataria della diffida è il consigliere di M5S, Maria Muscarà, che stamattina ha presidiato l'area dove è stato effettuata la perforazione con i residenti e denunciato la presenza di operai nel cantiere, poi allontanati dalla polizia municipale di Pozzuoli. Nella nota si chiede espressamente di procedere alla chiusura mineraria del pozzo. Per gli interventi di messa in sicurezza dell'area e per la chiusura del pozzo si chiede che “la gestione sia affidata ad esperti del settore con il coordinamento della Protezione Civile nazionale”. Il progetto è stato oggetto anche di una interrogazione parlamentare al premier Conte della senatrice, Silvana Giannuzzi (M5S) e sottoscritta da altri 12 parlamentari per fare chiarezza sull'intera vicenda.

I comitati No Triv: La chiusura sia gestita da enti pubblici

Per Giuseppe Mosca, del comitato No Triv : "Stamattina prima dell’arrivo dei tecnici Ingv all’ interno del cantiere vi erano delle persone che poi sono state identificate e fatte allontanare. Sono state seguite delle operazioni di pulizia dei fanghi di lavorazione che per ora sono stati accatastati in un angolo, ma in seguito tali fanghi verranno smaltiti in maniere corretta dato che sono tossici? Vogliamo certezze su questa cosa. Il Comune di Pozzuoli ha dato il via alla messa in sicurezza del cantiere ma riteniamo opportuno, dato che vi è un’indagine in corso, che tali operazioni vengano eseguite sotto la vigilanza della Protezione Civile visto che delle persone non autorizzate possono entrare nel cantiere, come è accaduto, e potrebbero occultare delle prove o creare ulteriori condizioni di pericolo”. “Chiediamo – aggiunge il Consigliere Regionale dei Verdi-Europa Verde Francesco Emilio Borrelli – che l’area venga sottoposta a vigilanza continua, non vogliamo in alcun modo che le indagini posso essere compromesse e chi si creino interferenze. Continueremo a vigilare su questa vicenda facendo in modo che tutto prosegui in maniera chiara e pulita e che la popolazione possa essere rassicurata. Bisogna andare fino in fondo nelle indagini   e ricercare le eventuali responsabilità di chi ha messo a rischio la sicurezza di un’intera zona e della sua popolazione".