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Trivellazioni ad Agnano, fumarola chiusa da lunedì. L’imprenditore Grassi: “Ha vinto la paura”

Da lunedì 13 inizieranno le operazioni per la chiusura del pozzo minerario con la fumarola di via Antiniana ad Agnano. La decisione di interrompere il progetto di ricerca è arrivata dopo le proteste di comitati e residenti, del sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia e le raccomandazioni del direttore dell’Osservatorio Vesuviano. L’imprenditore Vito Grassi, della società Graded: “Abbiamo seguito tutte le norme. Ha prevalso la paura. I residenti avrebbero avuto energia gratis e pulita”.
A cura di Pierluigi Frattasi
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“L'operazione per la messa in sicurezza del pozzo minerario di via Antiniana ad Agnano è stata autorizzata e procederemo come ci hanno indicato. Non ci vorrà molto per concluderle. Resta il rammarico per le strumentalizzazioni fatte in questi giorni. Quel progetto era solo di studio. Non c'era nessun allarme per la sicurezza. E i residenti avrebbero potuto avere l'elettricità gratis. Ha prevalso la paura”. Non ha dubbi Vito Grassi, vicepresidente di Confindustria nazionale e presidente degli Industriali della Campania, nonché titolare della società Graded, che da giugno sta conducendo gli studi geotermici ad Agnano, finalizzati alla realizzazione di un impianto geotermico a bassa entalpia. “Noi abbiamo rispettato tutte le norme”, assicura l'imprenditore.

Fumarola di via Antiniana, da lunedì la chiusura del pozzo

Da lunedì 13 inizieranno le operazioni per la chiusura del pozzo minerario con la fumarola di via Antiniana ad Agnano. La decisione di interrompere il progetto di ricerca è arrivata dopo le proteste di comitati, residenti e associazioni, del sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia e le raccomandazioni del direttore dell'Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco.

Presidente Grassi, si chiude così quindi il progetto di ricerca?

Vito Grassi
Vito Grassi

“Non lo so. Quel che è certo è che finora ha prevalso la preoccupazione. Avremo modo di spiegare che è un progetto di ricerca senza nessun pericolo per nessuno, ampiamente autorizzato con i migliori esperti della materia possibili. È chiaro che se non si vuole fare, non si farà, ma non c'è alcuna speculazione”.

Quanto tempo ci vorrà per chiudere il pozzo?

“Non molto, ma non voglio sbilanciarmi sui tempi tecnici. Abbiamo presentato un piano di sicurezza che è stato approvato. C'è un programma che seguiremo”.

C'è un po' di rammarico per come è andata questa vicenda?

“Il rammarico è che ha prevalso un'informazione sbagliata. Ha prevalso la paura. Quando hai messo allo stesso tavolo l'Ingvi, il Cnr, due Univerisità, cioè tutti attori credibili, cosa devi fare di più? Il progetto è stato autorizzato dalla Regione che ha stanziato anche i fondi, perché un privato altrimenti non avrebbe potuto sostenere simili costi, considerando che è un progetto di ricerca pura. Io credo che nelle procedure dovrebbe essere inserito l'obbligo di informare la popolazione circostante perché è il solo modo per far capire alle persone che vivono in quella zona che potrebbero avere l'energia gratuita senza pagare nulla. Ma per arrivare a questo bisogna partire da un prototipo di ricerca. L'obiettivo era di poter sfruttare queste fonti geotermiche ed è un peccato che non possano essere utilizzate. Se poi il meccanismo invece è quello di creare allarme, non è la cosa più intelligente da fare”.

Il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia si è lamentato di non essere stato informato?

“Io non voglio entrare nella discussione. Mi limito solo a riflettere che in alcuni casi, forse, ci si è fatti prendere la mano dall'allarmismo. Ma in questo caso non c'era alcun problema di sicurezza. Noi abbiamo fatto tutti i passaggi previsti per legge che probabilmente non sono ancora pochi in tema di semplificazione amministrativa”.

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