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10 Novembre 2016
22:34

Condannato baby boss Sibillo. In Aula minacce a pm Woodcock

Pasquale Sibillo, detto Lino, boss della cosiddetta ‘paranza dei bambini’, è stato condannato a dieci anni di carcere. “Nessun peso ho dato alle frasi pronunciate nei miei confronti dagli imputati: si tratta di una comprensibile reazione di persone a cui sono state appena inflitte severe condanne”, ha commentato Woodcock.
A cura di En.Ta.
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Pasquale Sibillo, detto Lino, boss della cosiddetta ‘paranza dei bambini', è stato condannato a dieci anni di carcere. Alla lettura della sentenza in aula sono arrivate offese e applausi ironici nei confronti del pm della direzione distrettuale antimafia Henry John Woodcock. Secondo il procuratore, che ha condotto le indagini sugli agguati e sui raid a Forcella, i Sibillo organizzavano le ‘stese' tra i vicoli del quartiere per intimorire i rivali del clan Mazzarella-Buonerba. Le raffiche di colpi di pistola sparati nella notte hanno ferito e ucciso diversi innocenti: da Genny Cesarano, ucciso al rione Sanità, a Maikol Giuseppe Russo a Forcella. "Nessun peso ho dato alle frasi pronunciate nei miei confronti dagli imputati: si tratta di una comprensibile reazione di persone a cui sono state appena inflitte severe condanne", ha commentato Woodcock.

Insieme al baby boss 25enne sono stati condannati anche Salvatore Cedola a 10 anni di carcere, i fratelli Alessandro, Gennaro e Ilario, rispettivamente a 14, 12 e 7 anni di carcere. La sentenza è stata emessa nell'aula bunker di Poggioreale al termine di un processo con rito abbreviato.

Pasquale Sibillo fu arrestato il 21 novembre del 2015, a Terni, dopo cinque mesi di latitanza. Per nascondersi dalle forze dell'ordine dimagrì e si tagliò barba e capelli. Fu identificato grazie al tatuaggio sul braccio, un poker d'assi con un joker. Il fratello, Emanuele, fu ucciso in un agguato il 2 luglio del 2015. Fu proprio Pasquale a portare Emanuele, in fin di vita, in ospedale. L'omicidio del di Sibillo è ritenuto l'inizio della faida tra i clan rivali. La risposta di Lino arrivò infatti qualche giorno dopo con l'assassinio qualche giorno dopo con l'omicidio di Salvatore D'Alpino e il ferimento di Sabatino Cardarelli.

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