Il boss Zagaria al momento dell’arresto
in foto: Il boss Zagaria al momento dell’arresto

Per realizzare quel fortino segreto avevano raso al suolo un vecchio palazzo e al suo posto avevano costruito una villetta, intestata a un prestanome, con un piano sotterraneo dove nascondersi durante la latitanza. Tutto per evitare la cattura di Michele Zagaria, il superboss dei Casalesi, che già da anni aveva il fiato sul collo di tutte le forze di polizia. Emerge anche questo particolare dall'inchiesta che aveva portato all'arresto di Domenico Carmine Nocera, architetto di Casapesenna residente a Caserta, identificato come l'uomo che si era occupato della realizzazione del bunker per il capoclan casertano.

Giovedì, 11 luglio, il Tribunale di Napoli Nord, presidente Eleonora Pacchiarini, ha condannato in primo grado Nocera a 7 anni di reclusione, con l'accusa di aver redatto il progetto del bunker e di aver fatto avere la concessione edilizia per costruirlo insieme alla villetta; la condanna richiesta dal pm era di 10 anni di carcere, mentre gli avvocati di Nocera, Claudio Botti e Alessandro Barbieri, avevano chiesto l'assoluzione. Le motivazioni della condanna verranno depositate entro 90 giorni.

Secondo le testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia, Nocera farebbe parte della schiera di colletti bianchi in contatto con la camorra casalese; in particolare, l'uomo avrebbe incontrato Michele Zagaria nel suo studio durante la latitanza, per mettersi d'accordo sulla costruzione del bunker di via Santagata, dove il superboss rimase nascosto dal 2005 al 2008. Per la costruzione del bunker era stato già condannato il muratore Francesco Nobis per favoreggiamento. Zagaria venne arrestato circa tre anni dopo, il 7 dicembre 2011.