Caos nel Partito democratico di Napoli, ancora una volta nel bel mezzo di una consultazione interna. Non si tratta delle ‘solite' primarie ma stavolta è il congresso provinciale a scatenare polemiche e decisioni all'ultimo minuto. Quella arrivata ora è la notizia del rinvio della consultazione dei circoli prevista fra poche ore, ovvero domani 12 novembre, di una settimana. La comunicazione è arrivata poco fa ai candidati alla leadership partenopea del Pd, Nicola Oddati, Tommaso Ederoclite e Massimo Costa, spedita dal commissario che sovrintende alle operazioni di voto, Alberto Losacco, condivisa dal vicesegretario nazionale Pd Maurizio Martina. Il rinvio è di una settimana: le consultazioni avranno luogo – salvo a questo punto ulteriori decisioni dell'ultim'ora – domenica 19 novembre.

Era stato Oddati a chiedere al Nazareno un rinvio. Motivo spiegato oggi in una conferenza stampa: "Chiedo un rinvio – aveva – per avere un congresso senza ombre. Matteo Renzi intervenga per salvare il partito a Napoli". Annunciando l'invio di una lettera del suo avvocato "perché – ha precisato – qualora non avessi risposte dei vertici nazionali, voglio che il mio nome sia dissociato da questa competizione farsa e cancellato dalla scheda". " Ho posto in questi giorni una serie di questioni su tante incompletezze per definire la platea dei votanti: mi viene detto che l'anagrafe è in cassaforte, ma ne avevo diritto a conoscerlo".

Di "invalidità" delle assemblee dei circoli di Napoli e provincia parla anche la Commissione di garanzia regionale, in un verbale nel quale certifica la violazione di due articoli del regolamento congressuale. Tesi contrastata dalla segreteria regionale del partito: "Dispiace che la Commissione regionale di Garanzia abbia oggi emesso un deliberato che viola chiaramente l'articolo 11 del regolamento congressuale" aveva invece dichiarato Assunta Tartaglione, evidentemente sconfessata dai vertici Dem. La segretaria regionale del partito era stata duramente attaccata anche da alcuni consiglieri regionali, Bruna Fiola, Enza Amato, Antonella Ciaramella, Gianluca Daniele e Antonio Marciano: "Stupisce la sua dichiarazione sulle decisioni assunte dalla Commissione regionale di garanzia. Tali decisioni possono essere valutate solo dalla Commissione nazionale di garanzia e non dalla dichiarazione improvvida ed impropria di un organo incompetente, qual è il segretario regionale".