Bullismo dal vivo e bullismo in rete: un fenomeno  in costante aumento, soprattutto tra i più giovani, che troppo spesso si sentono "protetti", chi dal fenomeno del branco chi da un monitor per aggredire, fisicamente o verbalmente loro coetanei. E che spesso possono avere conseguenze devastanti per le vittime. Per questo si prodigano educatori e non solo per insegnare i valori civici ai ragazzi, nella speranza che possano "correggere" i propri comportamenti là dove ce ne sia bisogno, e che imparino il valore della solidarietà e non quelli della prepotenza.

"Ma questa nostra opera di sensibilizzazione da sola non può bastare", dice Mimmo Falco, presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Campania (CoReCom) e vicepresidente dell'Ordine dei Giornalisti, spiegando anche come occorra che i genitori "inizino ad assumersi le proprie responsabilità", e che inizino ad educare i figli "insegnando loro i valori del rispetto per il prossimo e dell'amicizia". Intervistato da Fanpage.it, il presidente Falco ha parlato poi proprio di alcuni degli argomenti più "caldi" sul tema bullismo in Campania.

In questi giorni, a tenere banco è stata soprattutto la vicenda di bullismo avvenuta ai Colli Aminei, che ha visto protagonista un giovanissimo il cui video del pestaggio è finito poi in Rete…

"Sì, e devo fare pubblicamente i complimenti alla Polizia di Stato, per la immediatezza, il senso di responsabilità e per come hanno agito, senza mettere foto o pubblicizzare il ragazzo vittima dell'episodio di bullismo, individuando anche tutti i responsabili. Questo è stato un risultato fondamentale e importante, ottenuto grazie ad una larga sinergia a cui hanno preso parte tutti".

Per quanto riguarda invece episodi di cyberbullismo, come è cambiata la situazione con l'introduzione della Didattica a distanza e della quarantena che ha "costretto" i giovani a restare in casa per oltre due mesi?

"Ecco: molte famiglie per gestire e tranquillizzare i propri figli, anche bambini in tenera età, in questa quarantena, hanno dato loro libero accesso a computer, cellulari e tablet, ed è scoppiato il caos. Questa cosa non ce l'aspettavamo all'inizio, ma è successo di tutto. Episodi di bullismo e alcune volte sulla sfera personale e sentimentale delle ragazze. Anche la Didattica a distanza è stata bersaglio dei bulli. Ci sono stati episodi di offese di tutti i modi verso bambini e ragazze che non si ha idea. L'argomento è delicatissimo: noi siamo intervenuti anche in queste vicenda, sempre in collaborazione con l'Agcom e la polizia, scoprendo fenomeni di cyberbullismo inimmaginabile: la fantasia non può mai arrivare alla realtà per quello che si è visto".

Quali sono attualmente le iniziative del Corecom per contrastare questi fenomeni?

"Attualmente stiamo facendo dei seminari attraverso il web, ovvero la stessa arma che hanno usato gli hater per contrastarli. Arriviamo dappertutto grazie al web, contrastandoli in tutti i modi: grazie al web arriviamo in tutte le scuole dove ci sono queste possibilità tecniche, per sensibilizzare giovani e adulti su questi fenomeni e di come contrastarli. E continueremo a farlo".