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Le strade di Napoli al tempo del Coronavirus sono deserte. Gli effetti del decreto del Governo, che ha imposto la quarantena per tutta l'Italia, si fanno sentire soprattutto dopo le 18.00. Chi è autorizzato a uscire per lavoro torna a casa lasciando Napoli nel silenzio. Eppure alcuni lavori continuano, in silenzio, a esistere, perché spesso significa sopravvivere. Di notte, per strada ad esempio non si vedono più prostitute. Solo una, a Corso Garibaldi, poche centinaia di metri dalla stazione centrale. Che fine hanno fatto tutte le ragazze che a volte perché costrette o per necessità popolavano le strade della città? Esiste una mercato che sembra non conoscere crisi, o almeno non si arresta neanche al tempo del Coronavirus, ed è quello delle escort. Ricevono a casa, a volte addirittura accettano di spostarsi per raggiungere il cliente, violando il decreto targato Giuseppe Conte.

Stefania Zambrano, organizzatrice di Miss Trans Europa, che conosce questo mestiere sin dalla tenera età lancia l'allarme. Le escort non sono per strada è vero, ma continuano a lavorare su internet, tramite annunci sulle piattaforme per incontri. Fanpage.it ha provato a documentare il fenomeno, chiedendo non solo di poter prendere appuntamento, ma che di non usare una protezione.  Se è vero che questo è sempre stato il loro modo di poter permettersi una casa o un piatto a tavola, con il Coronavirus il mondo è cambiato.  Elio Manzillo, medico e  Direttore U.O.C. Immunodeficienze e malattie dell’immigrazione dell'ospedale Cotugno spiega che questa non è mai una pratica consigliata, ma con l'emergenza Covid – 19  diventa ancora più pericolosa. «Il Covid -19 al momento è una malattia che prevede altre vie di contagio – spiega il Dottor Manzillo – però chiaramente siamo di fronte a un virus di cui si conosce poco e certamente non si conosce tutto. Si frequenta un ambiente frequentato da più persone sconosciute, che frequentano tutte lo stesso ambiente, tutte la stessa persona e non c'è sanificazione e soprattutto non c'è distanziamento sociale, perché per fare certe cose non si può stare a un metro e ottanta di distanza».

Stefania Zambrano lancia un appello al Governo, ricordando che molte ragazze si prostituiscono anche per un primo piatto a tavola. «Il Governo le aiuti, ma questo lavoro ora deve fermarsi. Io sono riuscita a cambiare vita e da poco lavoro in un supermercato come cassiera, è arrivato il momento di fermarci anche su questo lavoro. Io non giudico nessuno. Ci sono tante mamme che stanno ancora lavorando e questa cosa mi fa tanto male».