Con il telelavoro al Comune di Napoli sospesi anche indennità, turnazioni e buoni pasto che si aggiungevano agli stipendi base. Un ammanco che pesa per circa 300 euro al mese sulle tasche dei dipendenti. E spunta il problema delle trattenute in busta paga. Molti infatti hanno fatto ricorso ai prestiti delle finanziarie con la formula della cessione del quinto dello stipendio, del piccolo prestito o del prestito decennale Inps. Ma con il blocco del salario accessorio diventa difficile sostenere le spese. Così i sindacati e i lavoratori si sono rivolti al vicesindaco e assessore al Bilancio Enrico Panini, per chiedere di intercedere per poter sospendere le trattenute per i prestiti con le finanziarie, limitatamente al periodo dell'emergenza. Escluse dalla proposta, quindi, le trattenute del quinto di stipendio dalla busta paga che sono obbligo di legge per ordine del Tribunale, come il versamento degli alimenti per i coniugi o genitori separati.

I lavoratori al vicesindaco: "Non riusciamo a onorare i prestiti"

“Nell’attuale situazione emergenziale legata ai contagi da Coronavirus – è l'argomentazione dei lavoratori nella lettera indirizzata al Comune – la modalità lavorativa ordinaria dei dipendenti pubblici è il lavoro agile, ossia il telelavoro da casa, così come stabilito dal Decreto “Cura Italia”. Il Governo ha dichiarato emergenza sanitaria nazionale fino al 31 luglio 2020. Ma il lavoro agile di fatto non consente a questi dipendenti la corresponsione degli emolumenti legati alla presenza (straordinari, indennità di turnazione, buoni pasto). Gran parte dei dipendenti pubblici, contando anche su tali entrate accessorie, hanno delle trattenute in busta paga legate alla cessione del quinto, al piccolo prestito o al prestito decennale con l’Inps”. Per questi motivi hanno chiesto all'amministrazione “di valutare la possibilità di sospensione di tale trattenute fino alla cessazione dello stato di emergenza legata al Coronavirus”.

L'iniziativa: “Il Comune aiuti le famiglie dei lavoratori in difficoltà”

“Moltissimi dipendenti comunali – spiega Diego Venanzoni, consigliere comunale Pd – hanno acceso dei piccoli prestiti con le società finanziarie basandosi proprio sulle entrate dal salario accessorio, con straordinari e turni aggiuntivi e oggi con il protrarsi dell'emergenza sanitaria hanno difficoltà ad arrivare a fine mese e a sostentare la propria famiglia, perché queste entrate con il telelavoro sono venute meno. Sarebbe una buona azione valutare la possibilità di sospendere queste trattenute per la fase di crisi e poi riattivarle quando si sarà tornati alla normalità”.