Questa mattina, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha scritto una drammatica lettere al premier Giuseppe Conte, chiedendo che negli ospedali del territorio impegnati a fronteggiare l'emergenza Coronavirus vengano inviati i macchinari necessari a curare quanti si trovano ricoverati. Secondo Stefano Caldoro, capo dell'opposizione al Consiglio regionale, nonché ex governatore campano prima del mandato di De Luca, questa è una "ammissione di debolezza". In un video, infatti, Caldoro ha dichiarato: "Raccogliamo il grido di allarme del presidente della Regione. Non lo sottovalutiamo, ma lo consideriamo come una ammissione di debolezza di fronte alle difficoltà. Per rispondere a questa situazione riteniamo opportuna la nomina di un Commissario per l'emergenza che affianchi le istituzioni locali per rafforzare l'unità di crisi".

Le parole di Caldoro, che quindi chiede un commissario in Campania che gestisca l'emergenza Coronavirus al posto di De Luca, sono state suffragate anche da Armando Cesaro, capogruppo regionale di Forza Italia: "Basta chiacchiere e scaricabarili. De Luca ha gettato la spugna? Come ha giustamente proposto il Capo dell'Opposizione Stefano Caldoro, serve subito un commissario per l'emergenza coronavirus in Campania". Cesaro continua, attaccando l'attuale governatore campano: "La verità è che De Luca, dopo aver accumulato solo annunci e ritardi, dopo aver mandato i nostri migliori medici e i nostri migliori infermieri allo sbaraglio, si è rivelato completamente inadeguato ed oggi con la sua lettera non sortirà alcun effetto se non quello di gettare ancora di più nello sconforto sanitari e cittadini: in Campania, giusto per far parlare i fatti pochissimi tamponi (siamo ultimi in Italia per numero di prelievi e nemmeno si sa che fine abbiano fatto quel milione di prelievi annunciati 10 giorni fa) e solo negli ultimi giorni è stato allestito qualche centro in più per l'analisi dei tamponi e qualche posto letto di terapia intensiva. Dopo quasi tre mesi dalla dichiarazione dell'emergenza siamo ancora al nulla".