Arrivano risultati incoraggianti dall'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, una delle strutture dove i medici stanno utilizzando il farmaco anti artrite Tocilizumab per curare i sintomi della polmonite interstiziale virale causata dal coronavirus Sars-Cov-2 su otto pazienti: cinque di questi sono guariti e sono stati già dimessi, mentre un sesto ha mostrato buoni miglioramenti ed attualmente, seppur ancora ricoverato, è in stato di "divezzamento dall'ossigenoterapia", ovvero in quella fase di transizione tra la respirazione meccanica e il ritorno a quella naturale.

Nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Caserta si è inoltre ottenuto uno dei pochi trattamenti erogati in Italia con il Remdesivir, farmaco che era stato messo a punto negli anni scorsi con lo scopo di trattare i pazienti affetti da Ebola, da Sars e da alcuni coronavirus diffusi nei Paesi asiatici; il paziente è stato estubato, ovvero non è più collegato ai respiratori, e il tampone effettuato dopo il trattamento ha dato esito negativo. I dati sono stati diffusi in una nota dal professore Paolo Maggi, direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive del Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta.

Sempre nella provincia di Caserta, buone notizie arrivano da Santa Maria Capua Vetere, il centro dove si è registrato il maggiore numero di contagi, 22, con 4 decessi. Il sindaco, Antonio Mirra, ha annunciato su Facebook che il "paziente 1", attualmente ricoverato al Cotugno, è stato sottoposto ad un nuovo tampone e che il test ha dato esito negativo; prima di considerarlo guarito, però, c'è bisogno di attendere l'esito del secondo tampone e verificare che anche quello dia lo stesso risultato. Il protocollo verrà applicato nei prossimi giorni per altri 12 contagiati della città, che sono risultati anche loro negativi al primo tampone. I casi nel Casertano sono in totale 182.