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Coronavirus: sospese esumazioni ed estumulazioni ai cimiteri di Napoli. I camposanti restano aperti, ma il Comune ha attivato misure straordinarie di prevenzione per cremazioni, deposizioni di ceneri e tumulazioni. Le cappelle gestite dalla Curia, invece, sono chiuse al pubblico, si aprono solo in caso di operazioni cimiteriali, deposizione ceneri, tumulazione o inumazioni ed entra solo la famiglia. Sono le nuove disposizioni per i camposanti cittadini impartite dopo il decreto del Governo per fronteggiare l'emergenza da rischio contagio Covid-19. Alto il livello di attenzione sugli uffici cimiteriali, che ieri mattina erano ancora affollati da tante persone in coda per pagare i bollettini delle illuminazioni votive. Riflettori puntati anche sull'obitorio giudiziario comunale del Nuovo Policlinico, dove si trovano le 10 celle frigorifere per i decessi per malattie infettive. Obitorio dove, denunciano i sindacati, gli addetti comunali sono costretti a lavorare in difficili condizioni.

Luci dei morti, Anselmi (Cisl Fp): “Rinviare la scadenza dei bollettini”

La Cisl Fp lancia l'allarme sui cimiteri ancora affollati in questi giorni per i pagamenti dei bollettini delle luci cimiteriali in scadenza. “Bisogna fare di tutto – spiega Agostino Anselmi, Cisl Fpper mettere in piedi azioni di contenimento dal rischio di contagio Coronavirus. Ma l'amministrazione non interviene per adottare provvedimenti in questa direzione. In tutti gli uffici dei cimiteri cittadini si accalcano decine di persone a strettissimo contatto per pagare le bollette delle lampade votive alla società concessionaria. A questo si aggiunge il flusso di cittadini e di ditte private che si riversano tutti i giorni alla direzione Cimiteri presso il front Office. Le pratiche cimiteriali non essenziali possono essere sospese perché non rivestono carattere di urgenza. Purtroppo anche i custodi di NapoliServizi sono lasciati da soli a gestire questo flusso di persone”.

Obitorio, Canfora (Fialps): "Migliorare celle per malattie infettive"

Intanto, proprio all'obitorio giudiziario comunale sono inviate anche alcune salme dei casi sospetti da Coronavirus, per la custodia nelle celle frigorifere per malattie infettive. “Ma le condizioni igieniche dell'obitorio sono pessime – denuncia Franco Canfora, segretario regionale Fialps – Mancano sapone, carta, divise, fogli di presenza, modulistica per la registrazione dei cadaveri. Il tutto è acquistato da dipendenti comunali. I locali sono pochi e in pessimo stato. Gli impianti elettrici sono a vista con fili penzolanti e prese scoperte. Molte le infiltrazioni d'acqua. Le celle frigorifere presentano quasi tutte guarnizioni logore e rotte. Difficili anche le condizioni per le autopsie”.