Serrande abbassate, "per contribuire alla prevenzione del rischio contagio". Per questo motivo molte attività commerciali e ristoranti gestiti da cinesi sono chiusi in questi giorni. La decisione, come si legge nei cartelli esposti sulle porte sbarrate, arriva direttamente dalla comunità cinese a Napoli, in seguito a una riunione che si è tenuta nei giorni scorsi, dopo la scoperta di tre casi sospetti (poi confermati) di coronavirus in Campania.

La stessa iniziativa era stata presa nei giorni scorsi anche in altre città italiane, segno che probabilmente è frutto di una decisione condivisa tra le comunità cinesi presenti in Italia. Nel Napoletano, hanno abbassato le serrande i commercianti della zona Vesuviana, dove è forte la presenza di imprenditori provenienti dalla Cina con negozi e fabbriche, seguiti a ruota da quelli che gestiscono attività a Casalnuovo, Pomigliano e nei comuni limitrofi. Segnalazioni di negozi chiusi per lo stesso motivo arrivano anche dalla periferia e dal centro di Napoli.

"Gentile cliente, ci scusiamo per il disagio che arrecheremo – si legge su uno dei cartelli, simili tra loro, che diversi imprenditori hanno affisso sulle serrande – ma per garantire la sicurezza pubblica, al solo scopo di contribuire alla prevenzione del rischio contagio, come comunità cinese a Napoli abbiamo stabilito una chiusura cautelativa di questo esercizio commerciale dal 27 febbraio 2020 al 15 marzo 2020. Vi ringraziamo per la collaborazione e arrivederci a presto".

Al momento gli unici casi confermati in Campania sono i tre scoperti nei giorni scorsi: una ragazza di Caserta, una di Vallo della Lucania e un uomo che abita nel centro di Napoli; le persone che erano state negli ultimi giorni a stretto contatto con loro sono state sottoposte ai tamponi, che sono risultati tutti negativi. Non risultano invece casi nelle comunità cinesi.