“Come ditte di onoranze funebri siamo intervenuti fin da subito con tutte le misure di sicurezza necessarie per trattare i casi di decessi per Coronavirus a Napoli. Nessuno ha negato di trasportare i defunti. Abbiamo un obbligo morale nei confronti delle famiglie che vogliamo rispettare, oltre a svolgere un servizio essenziale e già remunerato”. Non ha dubbi Fabio Bellomunno, titolare di una nota ditta di onoranze funebri di Napoli: “Siamo vicini alle persone che stanno soffrendo. Soprattutto in questo momento così difficile. Stiamo assistendo a scene orribili, perché i familiari non possono vedere il proprio caro morto, che deve essere subito sigillato nella cassa. Gli operatori non possono esprimere le consuete manifestazioni di affetto. I funerali sono diventati molto più tristi per le famiglie, da quando abbiamo l’obbligo di trasportare la salma direttamente dal luogo del decesso al cimitero o al forno crematorio". Con Bellomunno schierate anche una serie di altre aziende del settore: Antonio e Gennaro Murante, Bellomunno 1820, Botta, Canzanella, Chiariotti, Cozzolino e Criscuolo, Dominech, Dell’Anno, Emmelas di Salvatore Salemme, Eugenio Villani, Funeral Home Gennaro Trombetta, Gaetano Trombetta e figli, Giuseppe Tammaro, Italfuneral Cataldo, Kaiser, Maistrini, Mammarella, Massimo Reale, Pastore, Principe, Rosario Reale, Riccio e Murante, Sanzari, Uccello.

Le ditte: “Difficoltà nel reperire i Dpi”

Fabio Bellomunno si fa portavoce, in questo frangente dell'emergenza, di un messaggio di una ventina di agenzie di onoranze funebri di Napoli: “Entriamo ogni giorno nella vita delle persone e il nostro compito è quello di provare ad essere il più discreti possibile senza andare ad alimentare paure ed ansie. Ci dissociamo di atteggiamenti di sfiducia verso le istituzioni e vittimismo, ora dobbiamo pensare a risolvere i problemi. L'invito alle ditte dei trasporti funebri è a mantenere la sobrietà in questi giorni. Non chiediamo aiuti economici, perché siamo già retribuiti dai privati, anzi stiamo cercando di aiutare e non gravare sulla attuale situazione, ma vogliamo comprare regolarmente tutti i Dpi (dispositivi di protezione individuale ndr.) e avere la certezza di trovarli”.

Avete già trattato finora casi di decessi a Napoli per Coronavirus?

“Si, fin da quando è scoppiata la pandemia. Non ci siamo mai tirati indietro, rientra nei lavori necessari. Ma noi siamo già preparati ad intervenire per questi casi di infezione, previsti dai regolamenti di Polizia Mortuaria. Anche prima del Coronavirus intervenivamo al Cotugno per malattie come epatiti, Hiv, nella stessa maniera, con le tute e tutti i dispositivi di sicurezza. Certo, il Covid-19 è un'infezione più aggressiva e c'è bisogno di molta prudenza. Finora abbiamo trattato molti casi sia ospedalieri che in casa”.

Qual è la procedura per il ritiro dei corpi in ospedale?

“Se il decesso è avvenuto in una struttura ospedaliera, quando arriviamo per il prelievo della salma troviamo già tutto pronto. Il medico ci consegna il corpo, trattato con liquido disinfettante, in doppia sacca sigillata ermeticamente. Noi lo preleviamo e lo trasportiamo subito al cimitero o al forno crematorio”.

E quella per il ritiro a casa?

“Per i prelievi a casa noi abbiamo in dotazione tutti i dispositivi di sicurezza: mascherine, calzari, occhiali, guanti. Attrezzature che utilizzavamo anche prima per i casi di decessi per malattie infettive e di cui abbiamo scorte nei depositi. Certo, adesso questi materiali cominciano a scarseggiare perché i casi di decessi di questo tipo sono aumentati notevolmente per il Covid-19. Stiamo cercando di reperirli sul mercato”.

Tutte queste procedure di sicurezza aggiuntive hanno degli aggravi per le famiglie?

“No, anzi, c'è un risparmio, perché il rito funebre è stato sospeso per legge. Il costo è relativo solo al trasporto da casa al cimitero o forno crematorio”.

Al cimitero, poi, cosa succede alle salme?

“Sono portate nella sala mortuaria del cimitero comunale oppure nella congrega di riferimento per la tumulazione o l'interro. Oppure al crematorio”.

Morire ai tempi del Coronavirus è più duro per le famiglie?

“Molto, per questo vogliamo esprimere vicinanza a tutte le persone che stanno perdendo i loro cari per Covid-19, visto che non possiamo farlo con i nostri operatori quando siamo lì. Morire oggi per Covid è un dramma. Arrivano gli addetti in casa e non possono darti un sostegno morale, una stretta di mano, una parola di conforto come fanno di solito. Non si può benedire la salma. Al cimitero, nelle congreghe e nel crematorio di Napoli è consentito l'ingresso solo di 2 persone alla volta e per pochissimo tempo. Nel crematorio di Domicella è vietato l'accesso ai familiari, entra solo l'operatore funebre”.