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Coronavirus
4 Marzo 2020
21:34

Napoli, mascherine vendute in supermercato. Sullo scontrino diventano salumi

Le mascherine protettive in alcuni supermercati di Napoli, imbustate come provoloni sugli scontrini vengono registrate come prodotti di salumeria. In altri market non hanno codice a barre e vengono vendute senza rilasciare scontrino. Sono gli stessi esercizi commerciali che applicano un rincaro del prezzo del 2400%.
A cura di Antonio Musella
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Fanpage.it vi ha mostrato lo scandalo delle mascherine protettive modello FFP2 vendute in alcuni supermercati di Napoli con un rincaro del presso del 2400%. Il prezzo di costo del prodotto, secondo le ultime aggiudicazioni della sanità pubblica campana sulla piattaforma Soresa è di 29 centesimi a pezzo. Alle casse dei supermercati vengono vendute a 7 euro, con un rincaro assolutamente esorbitante del 2400% che mostra una speculazione evidente sulla paura di contagio dal Covid 19. Ma c'è di più. Negli stessi supermercati le mascherine sono catalogate come prodotti di salumeria, segno evidente di un illecito ulteriore ovvero la mendace classificazione del prodotto, segni evidente del fatto che la vendita delle mascherine è completamente abusiva.

Classificate come prodotto di salumeria

Lo scontrino che ci è stato rilasciato in uno dei supermercati nella zona di Piazza Nazionale dove siamo andati ad acquistare le mascherine protettive FFP2 parla chiaro, il documento fiscale riporta due prodotti di salumeria per il costo di 7 euro a pezzo per un totale di 14 euro. Le mascherine ci sono state vendute singolarmente imbustate sotto vuoto, come se si trattasse di una fetta di provolone o di un formaggio. Probabilmente l'operazione è stata fatta presso il banco salumeria del supermercato, per poi sistemare le mascherine alle casse e metterle in vendita. Un segno ulteriore di come probabilmente la vendita stessa delle mascherine, rivendute con un rincaro del 2400% rispetto al prezzo di costo, avvenga al di fuori del circuito normale della vendita dei prodotti dell'esercizio commerciale. Un ulteriore segno dell'illecito lo racconta sempre lo scontrino che ci è stato rilasciato che segna l'iva al 10%. L'iva sulle mascherine protettive è al 22% e non al tasso agevolato del 10% come per i prodotti alimentari considerati generi di prima necessità. A rafforzare l'ipotesi il fatto che nel secondo supermarket dove abbiamo registrato con telecamere nascoste la vendita delle mascherine a prezzi esorbitanti, si siano rifiutati di rilasciarci lo scontrino. In questo caso le mascherine non erano imbustate sotto vuoto ma tenute sempre in prossimità delle casse, semplicemente in una busta. Al momento dell'acquisto al cliente viene fatta prelevare la mascherina dal bustone. "E' per voi, per igiene" ci è stato detto dalla cassiera. Quando abbiamo provato a pagare con il bancomat l'acquisto delle due mascherine per il costo di 14 euro, la cassiera ha dovuto chiedere alla direzione se era possibile farlo. Dopo aver avuto l'ok dalla direzione abbiamo effettuato il pagamento ma non ci è stato rilasciato lo scontrino, d'altronde le due mascherine non avevano alcun codice a barre, quindi non esisteva alcuna traccia del prodotto tra i beni in vendita nel supermercato. Una vendita completamente a nero, senza pagarci nemmeno un euro di tasse per una mascherina venduta con un rincaro del 2400%.

La speculazione continua: sequestrate 10 mila mascherine a Giugliano

Quanto documentato da Fanpage.it attraverso l'inchiesta sulla vendita illegale delle mascherine protettive, sta assumendo le proporzioni di un fenomeno preoccupante. La Guardia di Finanza di Giugliano ha sequestrato 10 mila mascherine pronte ad essere vendute sul mercato da una parafarmacia nella zona di Varcaturo nella parte costiera del comune di Giugliano ad un prezzo rincarato del 6150%. Le mascherine erano di due modelli diversi, la LigeGuard e la monovelo, quest'ultima sarebbe stata immessa sul mercato con un rincaro del 300%. Una speculazione, spesso condita da illeciti fiscali e amministrativi, che sta quindi dilagando tra Napoli e provincia. Ricordiamo che le mascherine FFP2, come sottolineato a Fanpage.it dal dottor Maurizio Cappiello, dirigente medico del pronto soccorso dell'ospedale "Cardarelli" di Napoli, non sono utili per fermare il contagio da coronavirus. Le mascherine idonee sono il modello FFP3, adatte per filtrare le goccioline di saliva che trasportano il Covid 19.

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