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Covid 19
9 Marzo 2020
21:08

Perché i morti di Coronavirus in Campania non sono (ancora) nella lista della Protezione Civile

Per i decessi avvenuti in Campania, positivi al Covid-19, il tampone è stato effettuato post-mortem. Tutti avevano patologie pregresse. I dati sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità per certificare la correlazione tra il decesso ed il Coronavirus. In alcuni casi si attende l’autopsia.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Tre (forse 4) ad oggi 9 marzo i morti  in Campania che sono risultati positivi al Coronavirus. Decessi di cui hanno parlato tv e giornali in questi giorni, ma che non figurano nel report che il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale pubblica ogni giorno, da quando è scoppiata l'epidemia da Covid-19 in Italia. Perché? Il motivo è semplice. Il legame tra il Coronavirus e il decesso dei tre casi della Campania non è stato ancora certificato dall'Istituto Superiore di Sanità, la massima istituzione nazionale che rappresenta la comunità scientifica. In Italia, gli ultimi dati dicono che i deceduti con Coronavirus in attesa di conferma dell'Iss sono 463.

Qual è la procedura per dichiarare il decesso da Coronavirus?

I tre decessi avvenuti in Campania hanno riguardato tre persone alle quali è stato effettuato il tampone post-mortem. L'esame ha dato un riscontro positivo al Coronavirus. Tuttavia, non è certo che sia stato proprio il Coronavirus la causa della morte, perché tutte e tre i pazienti avevano delle patologie pregresse. L'accertamento della correlazione della causa del decesso con il Coronavirus deve essere avallato dall'Istituto Superiore di Sanità, al quale spetta il compito di dire per quale motivo è morto il paziente. Un'operazione non velocissima, considerato il grandissimo carico di lavoro che sta investendo in questi giorni l'Iss. Senza contare che su dei casi possono esserci anche delle autopsie in corso. La procedura, infatti, prevede un primo passaggio all'ospedale Cotugno, che è il centro di riferimento regionale per la diagnosi molecolare da Coronavirus. Se il tampone risulta positivo alla prima analisi, viene poi inviato all'Iss per la controprova. Analogamente avviene anche per i casi dei tamponi post-mortem, nonché per l'accertamento della correlazione del decesso con il virus. Terminato l'esame, poi, l'Iss provvede ad inviare i risultati al Dipartimento di Protezione Civile nazionale per aggiornare i database.

Chi sono le vittime in Campania con Coronavirus

Sono tre finora le vittime accertate in Campania al quale è stato diagnosticato anche il Coronavirus, tutte con patologie pregresse. Il primo caso ha riguardato un uomo di Mondragone di 46 anni, deceduto all'ospedale San Rocco di Sessa Aurunca. Il secondo è stato una donna di oltre 80anni di San Prisco. Il terzo è avvenuto questa mattina e ha riguardato una donna di 84 anni di Ottaviano, deceduta all'ospedale Santa Maria della Pietà di Nola.

Cosa succede ai morti per Coronavirus?

I funerali pubblici sono stati vietati dal Dpcm del Governo di sabato notte per tutti i decessi, non solo quelli da Coronavirus conclamato. Le esequie, quindi, si possono tenere solo in forma privata. Per quanto riguarda il trasporto della salma, le ditte di onoranze funebri private sono già attrezzate con i dispositivi di protezione individuale Dpi. Tuttavia, in alcuni casi, è possibile chiedere l'intervento della Polizia Mortuaria del Comune di Napoli, che è attrezzata per trattare anche i casi di morti che hanno coinvolto persone con malattie infettive. All'obitorio comunale del Nuovo Policlinico, infatti, proprio a questo tipo di decessi sono destinate 10 celle frigorifere per le malattie infettive.

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