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Covid 19
7 Marzo 2020
18:28

Sospesi colloqui in carcere per rischio Coronavirus: detenuti in rivolta a Napoli e Salerno

A causa dell’allerta coronavirus, sono stati sospesi colloqui in carcere per i detenuti. Appena saputa la notizia, nei penitenziari di Napoli e Salerno è scoppiata la rivolta. Nel primo istituto i detenuti hanno dichiarato che alle 18.30 non rientreranno nelle celle, mentre nel secondo sembra che siano stati apportati seri danni.
A cura di Natascia Grbic
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A causa dell'allerta coronavirus, i colloqui nelle carceri della Campania sono stati sospesi. Appena hanno appreso la notizia, un centinaio di detenuti ha dato il via a una rivolta. Dalle prime informazioni, sembra che un piano della struttura sia stata danneggiato. La tensione è ancora alta all'interno del penitenziario, la protesta è ancora in corso. Gli agenti in servizio, guidati dal comandante Gianluigi Lancellotta, stanno tentando di domare la rivolta. Proteste in corso anche nel carcere di Napoli-Poggioreale: appena appresa la notizia della sospensione dei colloqui, intorno alle 15, i detenuti del terzo piano ‘Livorno' hanno dichiarato che non rientreranno nelle loro celle alle 18.30. "I nostri familiari non possono accedere, ma agenti, infermieri e altri operatori entrano ed escono in tutta tranquillità dall'istituto", hanno dichiarato.

Coronavirus, rivolta nelle carceri di Salerno e Napoli

La situazione nel carcere di Salerno sarebbe molto seria, tanto che all'esterno stazionano attualmente anche i carabinieri con un elicottero e gli agenti della polizia di stato. Sul posto stanno arrivando anche operatori della polizia penitenziaria di strutture limitrofe. Non è ancora chiara l'entità dei danni provocati al carcere dalla rivolta, tutt'ora in corso.

Coronavirus, 77 i casi in Campania

Attualmente sono 77 i casi di coronavirus in Campania. 21 persone sono ricoverate all'ospedale Cotugno di Napoli, centro di riferimento regionale per l'emergenza. Quattro sono ricoverati in rianimazione, ma le loro condizioni di salute vengono definite stabili anche se critiche. Una persona è guarita e una è deceduta: si tratta di un uomo di 46 anni che aveva già patologie pregresse.

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