Il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca ha annunciato che l'obbligo di chiusura delle attività alle ore 18 per bar, pizzerie, ristoranti e simili, tra le misure per contrastare la diffusione del coronavirus, comprende anche il divieto di effettuare consegne a domicilio. In Campania si ferma dunque l'attività dei riders del delivery food che non potranno consegnare il cibo a domicilio dopo le ore 18. Un provvedimento che viene definito "giusto" dai rappresentanti dei riders che però ricordano l'assenza totale di fornitura di strumenti di protezione contro il contagio dal virus da parte delle aziende.

Tutti fermi alle 18: "Giusto per il bene comune"

L'orario di lavoro dei fattorini che consegnano il cibo a domicilio in Campania sarà quindi dalle ore 9 alle ore 18, non si potrà ordinare una cena d'asporto nelle pizzerie, ristoranti e esercizi commerciali simili su tutto il territorio regionale. Vincenzo De Luca lo ha annunciato stamattina parlando ai microfoni di Radio Crc. Il divieto di proseguire l'attività in orario serale è stato appreso dai riders campani come un provvedimento necessario: "E' un passaggio giusto – spiega a Fanpage.it Antonio Prisco di Riders per Napolinoi siamo vettori di contagio, abbiamo a che fare con i clienti e in questo momento tutti fanno sacrifici per uscire da questa emergenza sanitaria, quindi è giusto che facciamo un passo indietro per il bene collettivo". Al tempo stesso però i riders non si fermeranno completamente: "Noi continuiamo a lavorare dalle 9 alle 18 quindi ci preoccupano le nostre condizioni di lavoro davanti al rischio di contagio, l'unica indicazione che abbiamo dalle aziende è quella di attaccare la busta alla maniglia del portone di casa del cliente, chiamare il cliente ed andare via quando da lontano ci siamo accertati dell'avvenuta consegna". Quello che lamentano i fattorini è l'assenza di protezioni .

Dalle aziende nessuna protezione personale

"Glovo e Deliveroo, che sono le principali aziende italiane, hanno mandato delle mail chiedendo ai lavoratori, se possono, di indossare guanti e mascherine" spiega Prisco. Nessun imposizione dunque, ma semplicemente una raccomandazione. "Non ce lo impongono perché nel caso in cui ce lo imponessero sarebbero costretti a fornirci le mascherine, i guanti e i presidi sanitari minimi, invece non ci danno nulla" sottolinea il portavoce dei riders. In buona sostanza sono gli stessi fattorini, secondo il loro buon senso e le loro disponibilità economiche, a procurarsi le protezioni non ricevendo dalle aziende nessun tipo di dispositivo.

"Io giro con i guanti e la mascherina, ma se qualcuno non compra i guanti ad esempio non è perseguibile, non ci sono regole imposte e questo non è accettabile, chiediamo che il governo nazionale e quello regionale impongano alle aziende di fornirci le protezioni" spiega Prisco. I riders già da diverse settimana stanno affrontando una crisi retributiva senza precedenti con la diminuzione delle consegne: "Noi siamo lavoratori autonomi e chiediamo al governo di inserire anche noi nel decreto che si varerà venerdì in sostegno al lavoro davanti alla crisi sanitaria, abbiamo bisogno di un supporto perché guadagneremo sempre meno fino a quando ci sarà la diffusione del Coronavirus".