“Chi fornisce i dati sulle terapie intensive al Governo? Le Regioni. La Campania dice che ha 600 terapie intensive. Ma i numeri sono questi? Perché quando poi vedi che il numero di pazienti che ha la Campania in termini percentuali è molto basso rispetto a quel dato, magari destini ad altre strutture le terapie intensive che acquisisci. E questo poi porterà al momento in cui c'è il picco ad avere i drammi”. Così il viceministro dell'Interno, Vito Crimi, intervistato da direttore di Fanpage.it, Francesco Piccinini, sulla situazione Coronavirus.

Alla domanda di Fanpage.it su chi fornisca i dati al Governo centrale sulla situazione Coronavirus, Crimi risponde: “Il Governo quando prende decisioni per agire o reagire deve farlo sulla base di dati che arrivano dalle Regioni. Io ho visto dei prospetti in possesso della Protezione Civile sui dati delle terapie intensive presenti in Italia. Poi vedi dei numeri di terapie intensive, per esempio quelli della Campania, e senti i medici che conosci, che vivono nei territori e dicono: ‘ma questi numeri sono fantasia, non esistono, sono finti'. Perché, in realtà, metà di quelle apparecchiature non funzionano, mancano di qualcosa, non sono mai state messe in funzione o provate. Non so se è vero o no. Non mi è dato saperlo, perché purtroppo questo passaggio di informazioni è filtrato da un organo intermedio che è anche un organo politico e in alcuni casi non è detto si agisca con la massima sintonia”.

Se guardiamo i piani che la Regione Campania ha presentato al Governo – chiede Piccinini – ci sono 622 posti letto in terapia intensiva, ma poi il Governatore De Luca in conferenza stampa ha detto che sono 300?

“Proprio a questo mi riferisco – spiega Crimi – C'è qualcosa che non va. Se andiamo avanti così è chiaro che il decisore nazionale quando deve decidere sulla dislocazione di strumenti che arrivano, di risorse acquisite, decide sulla base delle informazioni che ha. Se so che ci sono 600 terapie intensive in Campania, perché quello è il dato che ho, e ho un numero di pazienti che in termini percentuali è molto basso rispetto a quel numero, magari destino ad altre strutture le terapie intensive che acquisisco. E questo poi porterà al momento in cui c'è il picco ad avere i drammi”.

“Altro tema – conclude Crimi – è la questione delle mascherine e dei dispositivi di protezione che sono state distribuiti alle Regioni dalla Protezione Civile. Ma poi non sappiamo come sono stati distribuiti. Lo chiederemo alle Regioni per una operazione di trasparenza. Questi dati sono validati dalla Regione.