Protesta dei ristoratori e commercianti di Santa Lucia con le mani legate contro, come gesto simbolico contro la crisi del Coronavirus. I gestori di ristoranti, tavole calde e bistrot, parrucchieri, barbieri, gioiellieri e tanti altri locali, aderenti all'associazione Sapori e Culture Mediterranee, stamattina sono scesi in strada, davanti ai propri esercizi indossando gli abiti da lavoro e con le mani legate. Un segnale forte, indirizzato alle istituzioni locali, al governatore Vincenzo De Luca e al sindaco Luigi de Magistris, per spiegare le preoccupazioni che affliggono tutto il comparto. “Slegateci le mani, vogliamo lavorare” è il grido di dolore che rivolgono alle istituzioni. Gli esercenti chiedono misure immediate per la ripartenza, dopo il blocco di due mesi dell'attività. Tra queste, regole chiare e praticabili per svolgere il loro mestiere al meglio, come hanno sempre fatto. Azzeramento di Tari, la tassa sui rifiuti, e Cosap, il canone di occupazione di suolo pubblico, per tutto il 2020.

“Temiamo che non potremo più riaprire – denunciano – siamo al collasso. Mentre Napoli riparte, noi siamo ancora con le saracinesche chiuse”. Tra i locali che hanno protestato, tra gli altri, Misture cocktail bar, Marino, Il basilico, Glamour preziosi, Borgo Antico Santa Lucia, Ziopè, Ciro a Santa Lucia, Gran Caffè del Plebiscito, La Cantina dei Lazzari, Attori e Spettatori, Luca D'Avanzo Head Lab, Caffè del Corso, Tecnorete.

I ristoratori e commercianti di Santa Lucia protestano con mani legate

“Il settore terziario del quartiere Santa Lucia – spiega Anna Bruno, consigliere della prima municipalità e responsabile dell’associazione Sapori e Culture Mediterranee – ha voluto rivolgere un messaggio pacifico di protesta al Governatore della regione Campania. Riapertura immediata delle attività, stabilendo regole chiare e soprattutto praticabili e sostenibili nel tempo. Un segnale concreto di vicinanza da parte delle istituzioni sarebbe certamente l’abolizione per l’anno 2020 di Tari e Cosap”. “È vero – aggiunge il farmacista di zona Andrea Parisi, consigliere di quartiere – la salute viene prima di tutto, ma la nostra salute è anche economica e psicologica. Siamo convinti che, rispettando le dovute precauzioni, si potrà ripartire il prima possibile, onde evitare chiusure o addirittura fallimenti”.