Sono 26 gli imprenditori che avevano denunciato pressioni del racket e dell'usura e sono state aiutate dalla Prefettura di Napoli a risollevarsi durante l'emergenza del Coronavirus a Napoli. Negozi, pizzerie, imprese di raccolta differenziata. Famiglie che già erano in difficoltà prima dello scoppio della pandemia, ma che si sono trovate poi ancora di più strangolate dalla crisi economica che sta colpendo tutti i settori. Per tante imprese, infatti, in questo periodo, il rischio di cadere vittime della criminalità organizzata è molto alto. Le istituzioni, però, sono state al loro fianco. Negli ultimi 60 giorni la Prefettura di Napoli ha istruito 26 istanze di imprenditori e loro familiari che si sono opposti alle vessazioni criminali e che hanno visto accrescere le difficoltà per il reinserimento delle proprie aziende nel tessuto produttivo sano di questo territorio nella attuale difficile congiuntura socioeconomica.

Stanziati 1,9 milioni di euro per vittime di racket e usura

Si tratta di aziende che operano in diversi settori: la vendita al dettaglio di coloniali, elettronica, pizzerie, esercizi di raccolta differenziata e di intermediazione finanziaria. Dall'inizio di marzo ad oggi, il Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura ha ammesso l’accesso al Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura e dell’estorsione ed ha erogato somme pari a circa 1 milione e 300 mila euro, ed è in corso di definizione un ulteriore decreto di liquidazione per un importo complessivo pari a circa 600 mila euro.

Bloccati i fallimenti fino al 30 giugno

Per quanto riguarda le aziende che sono andate in crisi a causa del Coronavirus, operò, è ancora presto per tracciare il bilancio. Il Governo ha messo a disposizione dei fondi per poter aiutarle a superare la crisi, ma solo tra qualche mese si capirà se le misure sono state sufficienti. Tra gli altri aiuti per le imprese, contro la crisi del Coronavirus, c'è il blocco delle istanze di fallimento fino al 30 giugno prossimo. Quindi, al momento, le nuove istanze di fallimento presentate dai creditori sono dichiarate improcedibili.