Al Bano, Gigi D'Alessio, Sal Da Vinci. Sono tantissimi i big dello spettacolo che si sono schierati al fianco dei maestri presepiai di via San Gregorio Armeno, a Napoli, colpiti duramente dalla crisi del Coronavirus. Una gara di solidarietà alla quale stanno partecipando non solo i grandi artisti della musica, ma anche medici come Paolo Ascierto, in prima linea contro la lotta al Covid19 e tanti cittadini comuni che amano il presepe e i pastori napoletani. Durante i due mesi del lockdown di marzo e aprile le botteghe artigiane di via San Gregorio Armeno, infatti, sono rimaste chiuse. La strada di solito affollata tutto l'anno è rimasta deserta, a causa del blocco del turismo e non si vede ancora l'uscita dal tunnel. Gli artigiani sono stati ricevuti dal sindaco Luigi de Magistris, ma chiedono un sostegno economico al Governo e alla Regione Campania, per riuscire a sopravvivere e continuare un mestiere secolare famoso in tutto il mondo. Oggi le botteghe sono rimaste chiuse in segno di protesta. Sui negozi sono stati affissi dei volantini: “Io non apro. Senza aiuti, le botteghe di San Gregorio Armeno muoiono e con loro la storica tradizione di Napoli e ne soffrirà inevitabilmente tutta la città e la Campania”.

Big della musica in campo per salvare San Gregorio Armeno

Tanti i messaggi di affetto che stanno arrivando in queste ore da tanti artisti e tantissime persone per salvare San Gregorio Armeno. “Voglio lanciare un messaggio per i grandi maestri dei presepi di via San Gregorio Armeno – dice in un videomessaggio Al Bano – C'è una chiusura totale per tutto e purtroppo anche per loro. Anche per me sono mesi che non so cosa sia riprendere un microfono in mano, ma arriverà il tempo in cui mi darò da fare. Cerchiamo di aiutarli perché da sempre sono l'espressione tipica del presepe napoletano con i loro grandi successi. Da parte mia un abbraccio non solo virtuale e che vinca sempre la positività nella vita. E voi ne siete maestri”. “Voglio manifestare la mia solidarietà per tutti gli artigiani di San Gregorio Armeno – dice Gigi D'Alessio – Non possiamo accettare un Natale senza presepe e senza turismo. Faccio appello al Governo: si deve attivare per fare qualcosa di importante per loro, non possiamo perdere una tradizione di Napoli così importante e diffusa in tutto il mondo”. “Desidero abbracciare e salutare affettuosamente tutti gli artigiani della bellissima San Gregorio Armeno – aggiunge Sal Da Vinci – Mi auguro che tutto questo passi in fretta per tutti noi e che la vostra arte possa sopravvivere in qualsiasi momento, perché abbiamo bisogno di voi artisti che avete dato uno spessore importante all'artigianato riconosciuto in tutto il mondo. Vi voglio bene e vi abbraccio. Guagliù forza e coraggio”. Messaggio di vicinanza anche dall'Oncologo del Pascale, Paolo Ascierto, in prima linea nella lotta al Coronavirus: “Sono vicinissimo agli artigiani di San Gregorio. Hanno fatto sacrifici enormi, ma piano piano le cose vanno nel verso giusto. Sono sicuro che tutto si risolverà e potremo tornare a festeggiare il Natale e gli artigiani saranno protagonisti”.

I pastorai: “Il governatore De Luca ci aiuti”

"Chiediamo subito un incontro al governatore Vincenzo De Luca – spiega l'artigiano Dino Bavaro – dopo aver parlato con il sindaco per continuare questa splendida tradizione. Dopo tre mesi di chiusura siamo in ginocchio, la produzione è ferma e la vendita è zero, ci serve un sostegno per mantenere la tradizione del presepe napoletano". Un tradizione che continua e che attira turisti tutto l'anno: "Negli ultimi anni – prosegue – il centro storico di Napoli è affollato non solo nel periodo natalizio, a maggio, a pasqua, in estate, ci sono sempre turisti e con San Gregorio volano anche bar, pizzerie, bed and breakfast della zona. San Gregorio prescinde ormai dal periodo, il turista che viene a maggio o a settembre vuole il pastore. Ora ripartiamo da sottozero". Genny Di Virgilio sottolinea che "de Magistris ci ha ricevuto subito e ci ha detto che ci starà vicino. Ma il Comune non ha possibilità di sostenerci e oggi chiediamo un aiuto perché questa vetrina internazionale che richiama migliaia di turisti non può essere abbandonata è un biglietto da visita di Napoli. Siamo circa 50 e ognuno ha almeno un dipendente che ora è in cassa integrazione ma quando riapriamo ognuno avrà dei grossi problemi, ci serve un sostegno per la ripartenza, abbiamo scritto una lettera a De Luca chiedendo un incontro, aspettiamo risposta". I pastorai ricordano di non aver mai chiesto niente, neanche nel 2016 quando regalarono il vicolo a Dolce e Gabbana per la loro sfilata per una settimana, senza alcun rimborso. "Questa è una strada – spiega Lucio Ferrigno – unica al mondo, dove si produce un'arte in esclusiva. Il nostro non è un discorso egoistico perché siamo il motore per tante attività del centro storico, vogliamo sederci al tavolo, essere un interlocutore nella nostra veste di veicolo di cultura".