Napoli città svuotata ad agosto? Dagli autobus, sicuramente. Già, perché mentre il centro storico, il salotto buono della città e il lungomare vede ancora grande affluenza tra turisti e cittadinanza, le corse dei trasporti pubblici, anche a causa degli ultimi tagli, sono sempre meno. È una testimonianza personale la mia, un'altra delle mie disavventure, in questo viaggio della speranza che mi costringe a dedicare tre ore e mezza circa della mia vita, tra andata e ritorno, a un percorso casa-lavoro che copre appena otto chilometri da Via Santa Lucia a Corso Secondigliano. Otto chilometri che diventano una ‘via Crucis' quotidiana con tappe forzate a Via Medina, Piazza Dante, Santa Maria di Costantinopoli e l'immancabile Piazza Carlo III, lì dove il giorno muore e la notte comincia in attesa dell'ultima coincidenza, nella migliore delle ipotesi, prima di tornare finalmente a casa.

L'ultima mia odissea, mercoledì 8 agosto. Già da Via Medina, dove arrivo intorno alle 18.45, l'andazzo era chiaro quando ho constatato il pienone sotto la generosa pensilina, dotata di un "infostop" drammaticamente vuoto. Consultando l'applicazione "GiraNapoli", il vuoto trova riscontri: nessuna previsione per la fermata in questione. A questo punto prevale l'incertezza e la frustrazione e ti ritrovi a pensare che anche stasera non sai a che ora tornerai a casa. E allora ammazzo il tempo leggendo un libro, poi guardo l'orologio e decido di muovermi verso Piazza Dante, dove magari possono prendere altre coincidenze perché, intanto, mi ritorna in mente che l'Anm ha tagliato l'R4, e se neanche il 201 o il 202 si ritrova a passare, è inutile aspettare a Via Medina. Tra le nuove disposizioni di Anm, c'è qualcosa di buono: hanno allungato la corsa del 184 fino a Piazza Dante, rendendolo in pratica quasi un doppione del 182, che ha come destinazione San Pietro a Patierno anziché il Rione Kennedy. Proprio il 184 è la linea che mi porterebbe praticamente sotto casa ma, "allungato" o "ristretto" che sia, resta per me come uno degli "Animali fantastici e dove trovarli" della saga potteriana. Non lo trovo quasi mai in giro.

A Piazza Dante di quel maledetto mercoledì 8 agosto, nulla è passato. Alle 19.40 salendo Via Santa Maria di Costantipoli perdo per un soffio un 182, continuo a camminare verso Piazza Cavour quando arriva un autobus in lontananza: "Magari è il 184!". Niente, mai una gioia: è un DEPOSITO CARLO III! La scure dei trasporti si abbatte su di me, colpisce forte e infastidisce più di una emicrania. A Piazza Carlo III si ripete la scena di Via Medina: piene sono le fermate di Carlo III e di Via Don Giovanni Bosco, entrambe con pensiline molto più piccole e senza "infostop" (il paesaggio è cambiato, che ti credi, siamo ormai in periferia!). Parte dallo stazionamento un A3N dopo mezz'ora, lo prendo e arrivo a Piazza Capodichino, scendo perché nel frattempo l'applicazione mi aggiorna che alle 20.44 dovrebbe passare quell'animale fantastico del 184. Sono le 20.33 e arrivato a questo punto aspetto. Saranno undici minuti pieni di pathos, interminabili come un carrello di Paolo Sorrentino mentre per la testa mi passano gli insulti più colorati e originali oltre al sospetto che l'applicazione possa avermi fregato segnalandomi un bus errato o l'ennesimo deposito. Non è così, per fortuna. Scendo dal mezzo che le 21 sono passate da qualche minuto, ho impiegato due ore e un quarto per fare 8 maledettissimi chilometri, in pratica è il tempo necessario per raggiungere Roma e farne 219 di chilometri. Stasera magari ci penso: faccio in tempo per una bella carbonara a cena.