"Ho sentito che ci sono persone che vogliono organizzare feste di laurea. Se le fate, manderemo i carabinieri con i lanciafiamme". Si tratta di uno dei passaggi del discorso, trasmesso su Facebook, del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, destinato a restare nel vasto aforismario dell'ex sindaco di Salerno, noto non solo per le sue dirette televisive su LiraTv ma anche per le sue sortite (celebre fu quella di "Frullino" e dei "Cafoni")

Stavolta il casus belli è serio, serissimo. Si tratta di invitare (con le buone e con le meno buone) le persone a stare a casa per contenere il rischio di contagio da Coronavirus. "Mi dicono di manifestazioni per le prime comunioni, per le cresime. Tutto questo è vietato, fatele tra 3 o 4 mesi", ha aggiunto il governatore che è tornato a ricordare cosa non è permesso in questo periodo di emergenza per il Coronavirus. "Più facciamo gli imbecilli più questo calvario durerà mesi – ha proseguito – In Campania l'80% dei cittadini vive una condizione di vita pesante, ma questo loro sacrificio rischia di essere vanificato dall'irresponsabilità di un 20% di persone incivili. Rischiamo di fare non un sacrificio di un mese ma risolutivo, ma – ha rincarato – di trascinarci un calvario che dura mesi. Rischiamo di penalizzare le persone corrette, senza avere il risultato a cui puntiamo". Il discorso verte soprattutto sull'alta densità della popolazione in determinate zone , soprattutto nella cintura intorno a Napoli: "Se perdessimo il controllo nell'area più densamente abitata d'Europa, che è la Campania, conteremo i morti a migliaia. Non so se è chiaro".