"Abbiamo incontrato questa mattina a Palazzo Santa Lucia, insieme al direttore generale del Cardarelli, i genitori della piccola Arianna, accompagnati dal proprio legale. Abbiamo voluto innanzitutto esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia che affronta quotidianamente la gravità e le gravi problematiche della malattia. A loro abbiamo manifestato la volontà piena di affrontare e risolvere in tempi rapidi una vicenda che risale a 15 anni fa". La promessa arriva dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che stamattina ha incontrato i genitori di Arianna, la "bambina di legno", Matilde Memoli ed Eugenio Manzo, la piccola, di Cava de' Tirreni, in provincia di Salerno, diventata tetraplegica dopo una cura all'ospedale Cardarelli di Napoli quando aveva appena tre mesi. L'altro ieri i genitori di Arianna, insieme ad un altro figlio, hanno manifestato sotto la Corte di Appello di Salerno, cominciando uno sciopero della fame: la prima sezione civile di quel tribunale avrebbe dovuto esprimersi, dal 25 giugno scorso, sulla richiesta di sospensiva del pagamento presentata dal Cardarelli, condannato in primo grado a versare un risarcimento di 3 milioni di euro.

De Luca: "Verificheremo la possibilità di una transazione"

Stamattina, il governatore Vincenzo De Luca ha voluto incontrare, insieme al direttore generale del Cardarelli, i due genitori. "A prescindere dall'iter giudiziario – ha spiegato De Luca – ho comunicato alla famiglia e al direttore generale, che fermo restando le diversità di responsabilità e competenze, è opportuno affrontare il caso che si trascina da troppi anni con caratteristiche di gravità estrema per la bambina e per la famiglia. Quindi verificheremo con il nostro ufficio legislativo e le strutture tecniche, l'ipotesi di un atto transattivo che possa dare da subito una risposta importante alla famiglia. In questa ipotesi, è evidente che sarà superato ogni iter giudiziario e si valuterà il contenuto dell'atto transattivo tenendo conto della sentenza di primo grado. La famiglia ha apprezzato e condiviso questa ipotesi di lavoro. Ci impegneremo nei prossimi giorni a concretizzarla".

I genitori di Arianna: "Con i soldi del risarcimento potremo curarla"

"Se il presidente della Regione Campania manterrà la promessa fatta – commentano i genitori della piccola Arianna, Eugenio Manzo e Matilde Memoli – daremo subito ad Arianna cure adeguate, una casa senza barriere architettoniche e una macchina con una pedalata per caricare la carrozzella, per farla uscire di più". I Manzo hanno incontrato oggi, insieme con l'avvocato Mario Cicchetti, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che li ha ricevuto a Palazzo Santa Lucia. Il governatore ha annunciato di voler giungere a una transazione con la famiglia. "Finalmente – aggiungono i due coniugi di Cava dei Tirreni – si vede uno spiraglio, una speranza. Aspettiamo con ansia che il presidente mantenga la promessa. E' un uomo vicino alle famiglie, siamo sicuri che si impegnerà". Per l'avvocato Cicchetti: "accogliamo con gioia la proposta del presidente della Regione Campania di arrivare a una transazione che metta la parola fine a questa vicenda, addirittura in tempi brevissimi, entro la fine del mese. La famiglia potrà così iniziare a dare ad Arianna ciò di cui ha bisogno. Non siamo disponibili a rinunciare alla somma che il Tribunale di Salerno ha stabilito come giusto risarcimento per il danno subito".

Il braccio di ferro legale col Cardarelli

I problemi per Arianna, che oggi ha 15 anni, sono cominciati quando aveva appena 3 mesi. Nata sana, era stata ricoverata per una bronchiolite e venne sedata per un farmaco per adulti. Divenne sorda, ipovedente e tetraplegica. Il 26 novembre scorso, 15 anni dopo, il Tribunale di Salerno ha riconosciuto l'errore medico e ha condannato il Cardarelli a risarcire 3 milioni di euro alla famiglia per "imperizia o negligenza", ma l'ospedale ha presentato una richiesta di sospensiva del pagamento che sarebbe dovuto essere discussa il 25 giugno, con l'udienza di Appello.

Secondo il Cardarelli la bambina venne dimessa in perfette condizioni di salute e il danno neurologico venne diagnosticato soltanto 8 mesi dopo, a Pisa; versione che contrasta con quella che era stata fornita dal legale della famiglia, che aveva invece ribattuto che la diagnosi era stata fatta solo 4 giorni dopo le dimissioni, quando la bambina, che già presentava una anomala rigidità, era stata portata al Santobono invece che al Cardarelli per un controllo, e che la tetraplegia era stata confermata a Siena. I coniugi Manzo avevano lanciato un appello anche al presidente De Luca, sottolineando che le loro condizioni economiche, stremate da anni di cure costose, non permettevano più di accudire adeguatamente la ragazza.