Dieci minuti di video, registrato dalla squadra di comunicazione della Regione Campania, un canovaccio scritto a quattro mani col suo portavoce, l'ex capo della cronaca del Mattino Paolo Russo: così Vincenzo De Luca su Facebook scatena la sua ira contro l'inchiesta giornalistica Fanpage.it e contro l'indagine della Procura di Napoli che ha determinato un avviso di garanzia e dimissioni (che poi tali non sono) del suo secondogenito Roberto De Luca dal Comune di Salerno.

Come nei suoi video-monologhi settimanali in onda sull'emittente televisiva Lira Tv, De Luca attacca ad alzo zero, senza contraddittorio: «È una nuova resistenza» dice, definendosi «partigiano». «Si è scatenata in queste ore una campagna pseudo giornalistica di aggressione mediatica, alla vigilia di una campagna elettorale delicata. Una operazione camorristica e squadristica nei nostri confronti che parte dal tema della gestione dei rifiuti ed è la migliore conferma che stiamo buttando fuori la camorra e tutti gli interessi oscuri». Così esordisce l'ex sindaco ed ex sottosegretario renziano.

Il tema è sempre lo stesso: la Regione Campania – dice De Luca ha stipulato accordi con l'Anac, l'Autorità anticorruzione guidata dal napoletano Raffaele Cantone, le gare per le ecoballe sono controllate, sono controllate le aziende, sono controllate le commissioni aggiudicatrici. Nel mirino ci sono le prime due puntate dell'inchiesta di Fanpage.it che mostra quanto sia facilmente alterabile il sistema, usando un ‘grimaldello' giusto (rappresentato dal pentito di camorra Nunzio Perrella, ex re delle ecomafie in Campania, ora libero cittadino, già pentito usato dalla Procura di Napoli per altre inchieste).

È nel passaggio per difendere il figlio Roberto che arriva l'attacco al lavoro delle giornaliste e dei giornalisti di Fanpage.it: «È stata un'operazione camorristica e squadristica nei nostri confronti. Ma quale giornalismo? Viene ingaggiato un camorrista, uno che si presenta mascherato, viene ingaggiato un signore che fa intervista a mio figlio e parla solo lui, cerca di tirare in ballo regione ecoballe e gare. Una cosa vergognosa. Ci dovremmo vergognare in Italia». Parla di fake news sofisticate, De Luca. E rincara: «A che punto è ridotta la democrazia italiana?». «Chiederemo nei prossimi giorni che vengano accesi i riflettori (sul giornale ndr.). Chi sono questi signori che sono venuti a fare questa operazione? Chi sono? Chi li manda? Chi li paga?». «Siamo sotto attacco perché oggi la Campania è un modello nazionale di rigore e correttezza amministrativa, di onestà e trasparenza e siamo pronti a sfidare chiunque».

Attacco a Pietro Grasso

Vincenzo De Luca nel video Facebook attacca anche la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Pietro Grasso, di Liberi e Uguali. "Lo invito a un dibattito. Ho visto le sue dichiarazioni, c'è da vergognarsi, non una parola sui camorristi che vengono a fare operazioni di aggressione e ma finto moralismo da quattro soldi. Sfido anche questo nostro amico a un dibattito pubblico in diretta sulla moralità pubblica".

Di Maio chiede le dimissioni di De Luca

"Le minacce di De Luca sono assolutamente intollerabili e inconciliabili con il suo ruolo istituzionale. Cosa vuol far "ringoiare"? La valigetta piena di soldi? Deve dimettersi immediatamente e mi aspetto che Renzi e Gentiloni prendano subito le distanze!". Così in un tweet il candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio.