“Stipendi diversi per i dipendenti pubblici tra Nord e Sud Italia? Siamo amici io e Beppe Sala e abbiamo un ottimo rapporto. Ma non condivido per nulla questa proposta. È una visione di Bossi e mi dispiace che sia anche sua. So che è un pensiero, non voglio dire dominante, ma molto diffuso al Nord. Ma non è quello l'approccio, soprattutto in questo momento, bisogna dare prova di grande coesione. Gli stipendi sono già molto spesso diversi tra Nord e Sud. Il Sud ha dimostrato grande solidarietà e di saper reggere molto le sorti sanitarie del Paese e non amiamo l'assistenzialismo”. Non ha dubbi il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, intervenuto a Radio24. La proposta del suo collega di Milano, Beppe Sala, proprio non lo convince. “Io sono per l'unità d'Italia – dice – ma non ci sto con la storia che il Sud ha avuto, ma ha dato poco. Il Sud invece ha pagato un prezzo alto, penso al caso del Banco di Napoli, e ha dato tanto con i lavoratori nelle fabbriche”.

De Magistris a Sala: “No alle gabbie salariali”

Il primo cittadino di Napoli commenta così le dichiarazioni del sindaco di Milano Beppe Sala degli scorsi giorni. “Noi dobbiamo liberare energie – aggiunge l'ex pm – chiedere allo Stato di fare la sua parte, ma essere autonomi. Vorrei un'Italia che ripartisse dalle autonomie delle città e dei territori, ma non con le gabbie salariali. Quella è una visione di Bossi e mi dispiace che sia anche di Sala. Non è così che riparte il Paese”. Sull'assistenzialismo al Mezzogiorno poi aggiunge: “Io non condivido quel legame tra classe dirigente nazionale e meridionale che ha fatto fortune criminali sulla spesa pubblica: cioè il finanziamento pubblico, attività produttive legate al sistema criminale, posti di lavoro e voti di scambio. Un sistema che esiste anche al Nord. Si deve puntare sulle grandi aree urbane: Napoli e Milano rappresentano moltissimo l'unità d'Italia”.

Turismo, il sindaco: “A Napoli si può venire, basta allarmismi”

Il sindaco Luigi De Magistris poi interviene sulla ripresa del turismo in città. “A Napoli si può venire – dice – Da molte settimane siamo a contagio zero. Basta allarmismi, dobbiamo convivere col virus. Se non ci ricordano ogni giorno che a ottobre ritorna, che facciamo ci chiudiamo in casa? Napoli il 21 febbraio era prima per crescita culturale. Quest'economia circolare è stata distrutta in pochissimi giorni. Noi stiamo cercando di ripartire da lì. La città si è rimessa in moto con voglia coraggio e sofferenze e ricomincia a rivedere i turisti”.