21 Settembre 2017
12:26

Discariche e veleni, corsa contro il tempo per le bonifiche: “Basta multe dall’Europa”

Parla il commissario straordinario Giuseppe Vadalà, generale dei carabinieri che si sa occupando di gestire un antico problema italiano, le multe salatissime dell’Europa per la gestione italiana dei rifiuti: “Stiamo bonificando in fretta, speriamo che l’Ue non ci bacchetti di nuovo”
A cura di Gaia Bozza

Bonificare in fretta e farlo bene. È una corsa contro il tempo per fermare le sanzioni europee. Da tre anni, infatti, l'Italia paga una multa salatissima per la sentenza della Corte di Giustizia europea, per le discariche abusive ancora presenti sul territorio nazionale e mai bonificate. Per questo, nel 2014 c'è stata una sentenza che è costata all'Italia una multa di 40milioni di euro e una penalità di 39 milioni di euro ogni sei mesi. Poi sono iniziate le bonifiche e ora si è arrivati a 16 milioni. "Ma bisogna concludere quanto prima". È lapidario il commento di Giuseppe Vadalà, generale dei carabinieri e Commissario straordinario sulle discariche abusive dal marzo scorso, parlando con Fanpage.it a margine della presentazione della IX edizione del Forum Internazionale PolieCo sull’Economia dei Rifiuti, che si terrà a Ischia il 22 e 23 settembre prossimi.
Commissario, quali discariche riguardano gli interventi di bonifica?

Si era partiti da 200 siti, si è passati poi a 133, oggi sono 77. Tra questi, di 51 se ne occupa  il commissario. In tre-cinque anni al massimo è necessario si occupa il commissario. Tre-cimque anni massimo per poterli definitivamente chiudere per cercare di risparmiare fondi importanti.
Quali discariche riguarda la sanzione europea del 2014?

Sono discariche monitorate nelle zone rurali e montane da una certa altezza in su, risalenti agli anni Settanta e Ottanta, che davano problemi all'equilibrio idrogeologico. In Campania, attualmente, sono rimasti 8 siti ancora da bonificare: 7 in provincia di Benevento e 1 a Salerno. In questo senso, possiamo dire che in Campania sono stati fatti passi avanti. Sono territori manomessi e vilipesi da restituire al Paese, da Nord a Sud. Stiamo cercando di lavorare insieme per risolvere una situazione che si trascina da anni. L'obiettivo è arrivare rapidamente alla soluzione.

Quali sono le criticità maggiori? 

Guardando le foto dei siti,si può notare che negli anni 70 e 80 si mettevano le discariche dove nessuno si sognerebbe di metterle, senza autorizzazione, in zone montane. Quasi tutte sono degli imbuti, come se noi buttassimo dalla finestra cose che vanno giù e oggi si trovano molte discariche in queste condizioni. E ci sono anche rifiuti pericolosi. Non è solo una situazione campana, purtroppo l'industrializzazione ha prodotto a Venezia situazioni molto critiche con rifiuti industriali. Il commissario non può fare altro che far veloce ma non si può però non far bene. Bisogna stare attenti a tutto: gli appalti delle gare che vengono fatte, i lavori che vengono fatti vanno controllati.
Ma la Campania ha un problema che si rinnova ogni giorno: le discariche più giovani e quelle abusive che continuano a proliferare
Non solo in Campania. Delle nuove discariche abusive l'Unione Europea non se ne è ancora occupata, se ne stanno occupando le forze dell'ordine e la magistratura. La sanzione europea ci ha colpito per discariche più vecchie, speriamo che non ce ne sia un'altra per discariche più giovani. La mia speranza va anche al fatto che non ci sia più avvelenamento della nostra terra che, purtroppo, è all'ordine del giorno.

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