Le immagini dell'incendio a Sarno. [Foto / Fanpage.it]
in foto: Le immagini dell’incendio a Sarno. [Foto / Fanpage.it]

Le cascate di fango, come successe nel maggio del 1998, quando Sarno e i comuni vicini furono investiti da una colata che causò 160 morti. Il giorno dopo il maxi incendio che ha divorato la collina del Saretto, distruggendo un bosco che ci metterà almeno 40 anni per ricostituirsi, la memoria torna a quei giorni di 21 anni fa: la preoccupazione ora è che le piogge invernali, senza la protezione degli alberi, possano di nuovo far franare la montagna travolgendo il contro abitato che, a differenza di quanto accadde nel 1998, non sarà più protetto dal bosco del Saretto.

L'incendio è divampato nel pomeriggio di ieri, 20 settembre, tra le 17 e le 18, nei pressi di una chiesetta rupestre abbandonata. Le fiamme si sono allargate a ventaglio, in poco tempo la collina si è trasformata in un enorme braciere che sovrastava Sarno. Mentre si metteva in moto la macchina dei soccorsi, il sindaco del comune della provincia di Salerno, Giuseppe Canfora, ha predisposto l'apertura della scuola Baccelli come rifugio; una ventina di cittadini hanno passato la notte tra le aule, altri 200 circa, anche loro invitati a lasciare le abitazioni in via precauzionale, hanno trovato ospitalità da amici o parenti.

I vigili del fuoco sono intervenuti con 40 unità e 14 autobotti arrivate da Salerno, Napoli e Avellino, col supporto di uomini della Protezione Civile che, ieri sera, sono arrivati da tutta la Campania. Impossibile, per il forte vento e la scarsa visibilità, usare i mezzi aerei durante la notte. Le fiamme sono state arginate a notte inoltrata, dalle 7 di stamattina l'opera di spegnimento è ripresa con gli elicotteri della Protezione Civile della Campania, in mattinata è previsto l'arrivo in rinforzo della flotta aerea nazionale. Il pericolo è stato dichiarato cessato; almeno, quello del fuoco. In mattinata qualcuno è già rientrato in casa, altri lo faranno in giornata; sul posto sono rimaste 7 autobotti dei vigili del fuoco per tenere la situazione sotto controllo.

Il sindaco Canfora: "L'incendio di Sarno è sicuramente doloso"

L'incendio che ha devastato la collina è doloso, "al mille per mille". Ne è sicuro il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, ascoltato ieri sera da Fanpage.it. Il primo cittadino parla di una "strategia", di qualcosa di ben organizzato, e le prove sarebbero nei vari focolai che ci sono stati, in punti diversi della collina. "Venerdì scorso avevano appiccato un incendio proprio in zona Saretto, verso est, nei pressi di un ristorante, e i soccorsi l'hanno spento – ha detto Canfora a Fanpage.it – stavolta invece, approfittando del vento, e sapendo che i mezzi di soccorso erano in quei momenti in un'altra zona per un altro incendio, ci sono riusciti. Avevano una strategia dolosa: mentre qua divampava il fuoco, lo hanno appiccato nella zona di Episcopio e poi nella zona di Foce. Insomma, tutta la zona ovest". Non ci sarebbe, però, una speculazione edilizia: l'area, come ha spiegato ancora Canfora, non è un campo da pascolo, è vincolata dopo l'alluvione di Sarno e Quindici del 5 maggio 1998 e in buona parte è zona rossa, dove quindi non è possibile costruire.

Nei prossimi giorni verrà formalizzata la denuncia alla Procura di Nocera Inferiore. Contro ignoti, in attesa che le indagini scoprano chi è stato. Se dietro c'è la mano maldestra di un contadino che ha bruciato qualche cumulo di foglie secche, o se, come ipotizza il sindaco, c'è davvero stato un piano più ampio i cui motivi restano per il momento oscuri. Successivamente si passerà alla bonifica dell'area, per eseguire la quale verrà dichiarato lo stato di calamità naturale e verranno richiesti i fondi per la messa in sicurezza dell'intera collina.