Linea dura del carcere di Poggioreale. A seguito della protesta a Napoli di un gruppo di donne  all'esterno della casa di detenzione nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, congiuntamente a un gruppo di detenuti all'interno, sono state previste particolari disposizioni. Stando a quanto apprende Fanpage.it in esclusiva, per garantire l'incolumità del personale penitenziario del carcere di Poggioreale, sarà chiuso il cancello d'ingresso della porta Ticino, luogo della protesta della scorsa notte. Presumibilmente sarà possibile l'apertura del cancello solo dopo accertamenti tramite telecamere. Sarà anche intensificata la sorveglianza notturna, per evitare la possibilità che si ripetano manifestazioni simili a quelle della scorsa notte. Provvedimenti rigidi dunque, già in vigore, che prevedono anche l'utilizzo di adeguate misure di autotutela personale. 

Una nuova protesta è prevista per il 28 febbraio, alle 10:30 all'esterno del carcere. Secondo quanto riferito dal Sappe,la protesta notturna è scaturita a causa della morte, alcuni giorni fa, di un detenuto. I reclusi dei reparti "Salerno" e "Livorno" hanno protestato battendo, con oggetti, contro le sbarre delle celle mentre all'esterno le donne manifestavano. La protesta si è ripetuta anche il giorno successivo quando è comparso uno striscione con la scritta "Verità per Claudio" alla testa del corteo di manifestanti. Tra loro c'era anche la moglie del detenuto Claudio Volpe, che chiedeva spiegazioni per la morte del marito.

Proprio in merito alla morte del detenuto Volpi, la Segreteria Regionale dell‘Osapp, in un altro documento firmato dal presidente Vincenzo Palmieri e indirizzato al presidente della Regione Vincenzo De Luca, parla dello stato della sanità all'interno del carcere di Poggioreale. In particolare nel documento Palmieri scrive di "infermerie dei reparti detentivi sprovvisti dei previsti protocolli ( linee guida) per gli interventi diagnostici e terapeutici. Mancanza di semplici strumenti, impossibilità di effettuare in loco H-24 esami tra cui di emocromo ed enzimi. Carenza presenza di psichiatri H-24 nonostante la gestione di tanti detenuti con trascorsi in OPG. Mancano medici e infermieri, strumenti e mezzi per gestire una "cittadella" penitenziaria di circa 2400 detenuti assemblati in 10 padiglioni per diverse migliaia di metri quadrati, certamente insufficienti per il sovraffollamento che si è costretti ad affrontare tutti i giorni, dalle ore 20:00 fino alle ore 08:00 del mattino vi è la solo presenza di un medico e un infermiere nell'intero istituto, fatto salvo il reparto SAI San Paolo".