Droga all'interno del carcere femminile di Pozzuoli, nel Napoletano. La scoperta è avvenuta grazie al provvidenziale fiuto delle unità cinofile della Polizia Penitenziaria, che hanno fiutato le sostanze stupefacenti e permesso agli agenti di sequestrarne un cospicuo quantitativo all'interno della struttura puteolana riservata alle detenute di genere femminile.

Lo ha reso noto l'Osapp, l'Organizzazione Sindacale Agenti di Polizia Penitenziaria, che hanno spiegato come siano stati "essenziali per il blitz coordinato dal commissario Paudice, comandante del penitenziario femminile il fiuto dei cani antidroga delle unità cinofile della polizia penitenziaria, che hanno fornito un supporto decisivo a questa complessa e proficua operazione di intelligence portata egregiamente a termine dal personale di polizia penitenziaria del carcere di Pozzuoli, diretto dalla dottoressa Giaquinto". Lo hanno spiegato il segretario regionale Osapp Vincenzo Palmieri e il segretario provinciale Osapp Napoli Luigi Castaldo, che in una nota hanno anche evidenziato "le gravi criticità operative in cui versa la Polizia Penitenziaria a causa della mancanza di risorse umane e tecnologiche. Ciononostante la polizia penitenziaria, ancora una volta, si distingue encomiabilmente per il lavoro svolto".

Secondo i dati forniti dal Ministero della Giustizia, a fine agosto le detenute presenti sono 162, a fronte di una capienza massima di 109 posti regolamentari. E non solo: su 135 agenti penitenziari previsti, ne sono in servizio solo 109 (al 30 giugno di quest'anno), così come gli educatori sono solo la metà di quelli previsti (2 su 4).