Una manciata di ore fa ne è crollata un'altra. A Sant'Anastasia, in provincia di Napoli, la parete di una scuola è venuta giù come niente e ha ferito una maestra di sostegno e un bimbo disabile. La maestra è al quarto mese di gravidanza. La maestra ha subito voluto verificare le condizioni dell'alunno ferito prima di andare in ospedale a controllare di non avere avuto problemi per il suo bambino in arrivo.

Qualche settimana fa, giustamente, si è fatto un gran baccano sul fatto che un'alunna si è dovuta mangiare una scatoletta di tonno dopo l'ordinanza del sindaco che puniva chi non paga le rette della mensa. Accadeva al nord. Giustamente si è discusso su fior di editoriali su quanto sia ingiusto che a un bambino, durante le otto ore di scuola venga negato un pasto caldo per colpe che dovrebbero ricadere sui genitori e non sui figli. Tutto giusto. Tutto bello. Peccato che al sud, basta informarsi, basta chiedere, sono molte le scuole che non hanno nemmeno un servizio mensa.Per capirsi: lì la scatoletta di tonno è la normalità. E i muri vengono già come i controsoffitti e come le attrezzature che sono state promesse da anni e non arrivano mai. Gli unici muri saldi della scuola sono alcuni insegnanti, quelli bistrattati più o meno da tutti i governi e ora diventati élite semplicemente perché hanno un lavoro. Nella solita guerra degli ultimi contro i penultimi che prevedibilmente vede coinvolti anche i dipendenti pubblici (anche questo succede da anni).

In queste ore si stanno alzando numerosi cori di protesta per il Reddito di Cittadinanza che è così diverso dalle promesse elettorali. Ma va? Pensavano, gli elettori, che le cifre sventolate da Di Maio e soci fossero soldi puliti in tasca senza tenere conto che il ricalcolo INPS sta scritto nero su bianco. In Italia abbiamo un serio problema di alfabetizzazione.Alfabetizzazione politica, alfabetizzazione sociale, alfabetizzazione morale, alfabetizzazione solidale, alfabetizzazione lavorativa, alfabetizzazione economica, alfabetizzazione alla realtà. Tutte cose che vengono ben prima del sapere leggere e comprendere un testo, leggersi un romanzo o farne una critica o un riassunto.

L'unico vero reddito di cittadinanza di cui avrebbe bisogno questo Paese è una scolarizzazione presa veramente sul serio, senza le false promesse di chi ci aveva promesso che avrebbe sistemato tutte le scuole e invece si è occupato di trasformare i presidi in manager come Renzi e senza questo torbido silenzio di un governo, quello attuale, che ritiene la cultura quasi una colpa, qualcosa che non possiamo permetterci di coltivare perché dobbiamo armarci contro l'uomo nero di turno che si inventerà il nostro ministro dell'interno.

La scuola è il nostro vero reddito di cittadinanza.