Bufera a Marigliano dopo l'inchiesta che ha portato ieri a 15 indagati (uno dei quali in carcere) e ipotizzato una maxi-truffa all'interno degli uffici del Giudice di Pace locale. Tra i soggetti indagati c'è anche Maria Luisa D'Avino, moglie del consigliere regionale Carmine Mocerino, già presidente della commissione antimafia della Campania ed ex sindaco di Somma Vesuviana, carica che in passato fu ricoperta anche dal padre della stessa D'Avino, oggi avvocatessa napoletana classe 1978 e tra le toghe che risultano attualmente indagate dalla procura di Nola.

Il blitz dei carabinieri era avvenuto ieri mattina, in esecuzione dei mandati di custodia cautelare emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola: in carcere una dipendente comunale che, come cancelliere del Giudice di Pace, sarebbe stata il "vertice" di una piramide che prevedeva favori in cambio di regali, con gli avvocati che avrebbero così potuto contare su di lei affinché i propri fascicoli finissero davanti a giudici più graditi. Anche la D'Avino sarebbe tra gli avvocati che avrebbero "approfittato" di questo sistema. Quest'oggi è atteso l'interrogatorio di garanzia per tutti gli indagati: solo il cancelliere è stato assegnato alla custodia cautelare in carcere, mentre per gli avvocati sono scattati in alcuni casi il regime dei domiciliari e in altri la sospensione dalla professione per un anno. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di svariati reati: corruzione, soppressione, distruzione e occultamento di atti pubblici, falsità in atti pubblici, uso di valori di bollo contraffatti e truffa ai danni dello Stato.