Partenza flop per il taxi sharing. All'Aeroporto Capodichino di Napoli manca ancora il posteggio ufficiale. Le postazioni provvisorie seminvisibili, arrangiate lungo viale Fulco Ruffo di Calabria. Nessuna indicazione dagli arrivi per raggiungerle. L'area degli ex Ncc (le auto a noleggio con conducente) che dovrebbe essere destinata a stazionamento definitivo ancora vuota e transennata con le catene perché mancano le autorizzazioni. «È passato più di un mese – tuona Ciro Langella, consigliere comunale con delega ai trasporti pubblici non di linea – ma l'Enac non ha ancora dato la concessione degli stalli e manca del tutto la segnaletica».

Da quando è partito il taxi collettivo, il 16 aprile scorso, gli utenti del servizio si misurano col contagocce. E mentre l'Alibus Anm, che ha il posteggio ben visibile, lavora a ritmi serrati, il taxi collettivo poco più avanti, invece, piange miseria. «Dove ci hanno messi nessuno ci vede – raccontano amareggiati i tassisti – Abbiamo al massimo 10-20 clienti al giorno. Così è impossibile andare avanti».

Eppure, tragitti e tariffe dei due servizi sono più o meno gli stessi. Entrambi fanno il percorso Aeroporto – Stazione Centrale – Porto. Il biglietto dell'Alibus costa 5 euro a persona, 6 euro quello del taxi collettivo. Tutte e due “all inclusive”, compresi i bagagli. Ma mentre le banchine della navetta bus Anm sono sempre piene, in quelle dei posteggi del taxi sharing non ci va nessuno. Anche quando l'Alibus non è in stazionamento e la gente si affolla alla fermata.

I tassisti sono arrabbiati e nelle ultime ore è scoppiata una vera e propria guerra per accaparrarsi i clienti. La delibera sul taxi sharing è attiva dal 16 aprile scorso. Il costo è di 6 euro a persona, inclusi i bagagli. Il taxi deve partire entro 15 minuti dall'arrivo dei primi 3 passeggeri. Ma considerando che pochi conoscono il servizio, è molto difficile raggiungere il numero minimo. Gli stazionamenti sono tre: Stazione Centrale (corso Novara e corso Arnaldo Lucci), Molo Beverello e Aeroporto. Ma a Capodichino il posteggio ufficiale non è stato ancora aperto. Dovrebbe sorgere nell'area riservata fino a poco tempo fa agli ex Ncc, in prossimità della rotonda di viale Ruffo di Calabria, di fronte al gabbiotto della Polizia Locale. Ma l'area è chiusa con le catene e vuota. Così le auto del taxi sharing al momento sono parcheggiate più avanti, lungo il viale, a margine della strada. Senza nessun cartello d'avviso. Anche se qualche tassista ha attaccato con lo scotch dei fogli sotto le pensiline dell'Alibus, che però passano inosservati.

Ieri mattina, Langella, con alcuni collaboratori, è sceso in strada distribuendo voltantini informativi sul taxi sharing nei pressi della postazione Alibus. E non sono mancati tensioni e scontri verbali con i dipendenti Anm. «Il taxi collettivo – spiega Ciro Langella, consigliere del gruppo Agorà – è stato voluto fortemente dal sindaco. L'idea era di entrare nel vivo proprio col Maggio dei Monumenti. Purtroppo, registra una partenza a rilento, perché manca ancora l'autorizzazione dell'Enac per allestire un posteggio idoneo in Aeroporto. Gli stalli dei taxi collettivi sono praticamente invisibili e manca qualsiasi segnaletica. La cosa assurda è che a causa di questi problemi, capita che le banchine dell'Alibus siano piene, perché i pullman non arrivano, mentre i taxi collettivi poco più avanti e agli stessi costi restano vuoti. Adesso, dovrebbero partire per l'estate anche le tratte del taxi sharing per la movida, per portare i giovani ai locali del centro storico e di Bagnoli-Coroglio a prezzi bassi. Ma se non funziona questo primo esperimento, come può partire il secondo?».

«Il servizio è partito ad aprile, ma sta andando malissimo – si sfoga il tassista Enzo Pisanti – perché non è pubblicizzato Il posteggio del taxi sharing non si vede proprio dall'Aeroporto, perché è lontano dagli arrivi, non è segnalato e per giunta nascosto dal gabbiotto dei vigili. Non c'è visibilità. Stiamo aspettando da un'ora e non è venuta neanche una persona a chiedere. Quanta gente viene in media ogni giorno? Pochissimi, al massimo 10-20 clienti». «La delibera è una buona iniziativa – aggiunge il collega Abramo Esposito – Ma se non c'è informazione, è molto difficile riuscire a raggiungere il minimo di 3 persone per far partire la corsa. Bisognerebbe mettere degli avvisi agli arrivi e indicazioni chiare fino al posteggio del taxi sharing. Alla fine ci perde la città, perché questo servizio c'è in tutto il mondo». «Il paradosso – riprende Pisanti – è che mentre la gente aspetta l'arrivo dell'Alibus sulle banchine, a volte anche per mezz'ora, da noi che siamo poco più avanti e offriamo il servizio quasi allo stesso prezzo non viene nessuno».