Notte senza incidenti quella appena trascorsa nella mini zona rossa dei palazzi ex Cirio di Mondragone, nella provincia di Caserta, dove nei giorni scorsi è stato scoperto un focolaio di Coronavirus: 43 casi positivi su oltre 700 tamponi eseguiti tra i residenti dei cinque edifici, per la maggior parte di nazionalità bulgara. L'area, dichiarata zona rossa dalla Regione Campania, questa notte è stata presidiata dalle forze dell'ordine, il Reparto Mobile della Polizia di Stato e i Baschi Verdi della Guardia di Finanza. Le tensioni tra la comunità straniera che abita i palazzoni e il resto della cittadinanza, dopo giornate difficili, sembra essersi placata: la notte tra il 25 e il 26, ad esempio, due veicoli di proprietà di cittadini bulgari sono stati dati alle fiamme nell'area della zona rossa.

Intanto, questa mattina gli uffici comunali sono rimasti chiusi, e questo ha generato il malcontento della cittadinanza, già in agitazione per quanto sta accadendo nei palazzi ex Cirio. "La chiusura degli uffici, in un momento come questo è il segno della chiusura ai problemi di questa amministrazione, che deve rispondere insieme alla Regione, di questa emergenza. Il 7 aprile avevo chiesto al sindaco tamponi per l'intera comunità bulgara.La richiesta è stata ignorata" ha dichiarato Giovanni Schiappa, ex sindaco di Mondragone.

È bene ricordare che la zona rossa riguarda soltanto l'area nella quale sorgono i 5 palazzi interessati dal contagio e che non è stata estesa a tutta la città. A Mondragone, differentemente a quanto accade nel resto del territorio regionale, vige ancora l'obbligo di indossare le mascherine quando si circola in strada, come specificato ieri dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che nel corso di una diretta su Facebook ha fatto il punto della situazione.