Dal riparto dei fondi di governo per le ex zone rosse Covid  è stata esclusa la Campania. Niente soldi per due delle aree che furono inizialmente pesantemente colpite dai contagi tanto da determinare il lockdown totale da parte della Regione. Si tratta della provincia di Salerno, ovvero del Vallo di Diano e di Ariano Irpino, provincia di Avellino. Tuona il governatore della Campania Vincenzo De Luca:"Incredibile decisione da parte del Governo. È sconcertante che si sia solo immaginato di escludere le ex zone rosse (Vallo di Diano, area Ariano Irpino) dal Fondo dedicato alle aree colpite gravemente dell'emergenza Covid. Chiediamo che si corregga immediatamente questa disposizione da parte del Governo".

Cosa è  accaduto? Nel Decreto Rilancio firmato dal premier Giuseppe Conte vi sono sono una serie di benefici e accessi a fondi per far sì che le zone maggiormente colpite dalla pandemia si possano riprendere dal punto di vista economico, nello spirito complessivo del provvedimento di Palazzo Chigi.  Ebbene: nella prima stesura del testo del decreto, all'articolo 112, era riconosciuto il diritto ai Comuni italiani dichiarati zona rossa per 30 giorni con provvedimenti statali e regionali di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 milioni di euro ai fini di garantire sostegni e bonus fiscali. Tra questi vi erano quelli del Vallo di Diano (Sala Consilina, Polla, Caggiano, Atena Lucana, Auletta) e Ariano Irpino, Paolisi e Lauro in Campania. Sia nel Salernitano che nel Tricolle la Regione aveva bloccato collegamenti in entrata e in uscita dopo il picco di contagi agli inizi del mese di aprile.

Successivamente – lo spiega Federico Conte, deputato di Liberi e uguali –  però, il governo ha pubblicato un avviso di rettifica con cui limita il riparto ai soli territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza. "Abbiamo subito posto la questione al governo che, con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, si è dichiarato disponibile a sostenere e a recepire emendamenti mirati per porre rimedio a questa discriminazione territoriale. Lavoreremo, quindi, in Parlamento per cambiare il testo" , conclude il deputato di Leu. In realta la Campania non è l'unica a protestare: anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha attaccato duramente il decreto "verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto, perché a mio avviso è assolutamente imbarazzante".